venerdì 24 aprile 2009

Emergenza Volo Delta 75 seconda parte

Continuamo con il nostro racconto sulla vicenda del volo Delta 75 atterrato in emergenza il 10 agosto a Malpensa. Faccio un breve riassunto della puntata precedente, vi prego di fare attenzione alla cronologia degli eventi:
il 13 agosto 2008 compare un video su you tube che mostra un aereo rilasciare scie anomale (dal bordo alare invece che dai motori). L'autore (Niko010101) sostiene si tratti di un esempio di "scie chimiche".
Il filmato è stato, però, registrato 3 giorni prima, il 10 agosto, e mostra un 767 che rilascia carburante (fuel dumping), probabilmente in emergenza. Proprio quel giorno un 767 della Delta Airlines diretto ad Atlanta, alla stessa ora nel quale il video è stato registrato, dichiarava emergenza e provvedeva al rientro a Malpensa da cui era partito pochi minuti prima. Quindi problema risolto? Affatto!!

Rosario Marcianò pubblica una registrazione non autorizzata di una telefonata con un anonimo "responsabile dell'aeroporto di Milano Malpensa". In questa telefonata l'anonima interlocutrice di Marcianò nega assolutamente che il volo Delta abbia fatto fuel dumping e afferma che i tempi per fare l'operazione siano molto lunghi, mentre l'aereo è atterrato dopo solo 16 minuti dalla dichiarazione di emergenza. Non è dato sapere chi sia questa "responsabile" e quali conoscenze avesse sul volo, ma è indubbio che chiunque essa fosse ha ritenuto di essere compentente per rispondere alle domande di Marcianò.
Purtroppo l'informatore anonimo sostiene che per fare un fuel dumping siano necessario 45 minuti, il che è semplicemente falso per un 767. I 767 rilasciano carburante ad un ritmo di 1200Kg/min solo dal serbatoio centrale. La campienza di tale serbatoio è di 36500 Kg perciò ci vogliono circa 30 minuti e non 45 come dice la "responsabile" di Malpensa. Perchè vi racconto tutto questo? Che differenza fa se la "responsabile" con cui ha parlato Marcianò ha sbagliato?
Dunque una volta pubblicata questa testimonianza i sostenitori delle scie chimiche hanno rifiutato qualunque discorso o prova che andasse contro le parole di questa esperta; mostrare che ha sbagliano dimostra:
1- Che non è infallibile
2- Che i tempi per rilasciare una quantità di carburante per alleggerire il velivolo sono piuttosto bassi

Infatti l'anomalia non sta solo nel fatto che a Malpensa non sappiano nulla del fuel dumping, ma anche nel fatto che se ci vogliono 45 minuti per svuotare un serbatoio era inutile provarci in quei 15 minuti che precedevano l'atterragio del volo Delta. Vediamo la cronologia dell'emergenza:
10.46 il volo Delta 75 decolla. Destinazione: Atlanta
10.59 il comandante del volo dichiara emergenza per fumo in cabina
11.15 atterraggio a Malpensa

Ci sono quindi voluti 16 minuti di volo dall'emergenza all'atterraggio, tempo nel quale sarebbero riusciti a svuotare il serbatoio centrale per metà (in realtà un po' meno perchè ci sono le procedure di atterraggio), insomma qualche migliaio di kg in meno. Questo non è tutto, l'emergenza è stata dichiarata per fumo in cabina (rif) uno dei segnali più pericolosi per un aereo, che richiede il rientro immediato. Esiste, infatti, uno spiacevole precedente al quale possiamo rifarci per capire cosa devono aver pensato i piloti in quel momento.
Il volo Swissair 111 nel 1998 precipitò nell'Oceano Atlantico a causa di un'emergenza identica a quella del volo Delta 75, ovvero fumo in cabina. Vi invito a leggere le ultime comunicazioni del volo dal quale emerge che, per un ritardo nel fare fuel dumping (e conseguente deviazione richiesta dal controllo di terra), l'incedio a bordo si è propagato fino alla tragica conclusione.
Questo esempio chierisce due aspetti:

1- Con fumo in cabina si fa fuel dumping il prima possibile per evitare spiacevoli conseguenze.
2- Il controllo non ha risposto "spostatevi sul Monte Bianco" (ovviamente è un esempio per indicare un'area preposta al fuel dumping), ma lo ha concesso dove era necessario per la salvaguardia dell'equipaggio.

Così deve essere andata anche il 10 agosto, anche se, in realtà, il guasto tecnico era di entità molto minore e non avrebbe causato le stesse conseguenze che abbiamo appena descritto, ma questo lo si è saputo durante il controllo tecnico a Malpensa in seguito all'atterraggio.
Abbiamo, quindi, visto che la telefonata di Marcianò dimostra solo che "la responsabile" di Malpensa non era a conoscenza del fuel dumping e non che il fuel dumping non ci sia stato, inoltre adesso sappiamo che in quei tipi di emergenze lo scarico di carburante è previsto e spesso decisivo per la salvaguardia del volo.
Abbiamo visto che il velivolo filmato da Niko era esattamente lo stesso modello di quello in emergenza, abbiamo visto che le ore coincidono (il filmato è stato registrato nei minuti in cui il volo Delta 75 era in emergenza).
Ora cerchiamo di capire dove fosse il volo Delta 75 in quei minuti e se potesse essere effettivamente nella zona nella quale è stato registrato il filmato.

I voli che da Malpensa (ma in generale dall'Europa) si dirigono verso gli Stati Uniti seguono rotte variabili dette NAT (North Atlantic Track) e quindi si procede verso nord ovest passando sulla Valle d'Aosta, la Francia per poi imboccare una di queste rotte. Un aereo decollato da Malpensa dopo 13 minuti si trova circa sulla Valle d'Aosta. Possiamo saperlo perchè un 767 ha una velocità di crociera di circa 850 km/h, mentre decolla ad una velocità tra i 215 e i 300 km/h (rif), è quindi ragionevole supporre che quei 13 minuti siano stati coperti con una velocità intermedia, diciamo 500 km/h.
Malpensa dista da Aosta circa 100 km e quindi l'aereo è in grado di coprire tale distanza in 12 minuti, appunto il tempo intercorso tra decollo e dichiarazione dell'emergenza. A questo punto un aereo in emergenza non può far altro che invertire la rotta dirigendosi a Sud verso Torino (ricordate che la pista va imboccata da Sud, quindi non poteva semplicemente tornare indietro) e poi ridirigersi verso Malpensa. Il tempo di rientro è di 16 minuti, leggermente di più data, appunto, la deviazione verso Torino, infatti quando viene avvistato da Niko passano circa 6 minuti, ovvero il tempo per coprire la distanza tra Aosta e la zona nord est di Torino (circa 70 km) a velocità sostenuta.

Questi non possono essere calcoli molto precisi, non sappiamo esattamente la velocità del velivolo, la distanza coperta o la rotta di rientro, però possiamo dire che sicuramente il 767 della Delta era in zona quando il misterioso velivolo è stato filmato da Niko. Quindi possiamo trarre ulteriori conclusioni.
Oltre a sapere che il fuel dumping è fattibile e spesso obbligatorio in caso di emergenze di questo tipo, adesso siamo certi che un aereo dello stesso modello di quello filmato da Nico si trovava nella stessa zona, lo stesso giorno alla stessa ora. Per quanto mi riguarda questo basta per dire che quello era il fuel dumping del volo Delta 75 in rientro a Malpensa. Potrebbe essere una coincidenza? A chi crede si tratti di un complotto spetta rispondere. Noi ci aggiorniamo alla prossima e ultima puntata su questa vicenda.

martedì 21 aprile 2009

La scienza che evolve

Non posso esimermi dal commentare anche io la conferenza del 19 aprile tenuta da Marcianò e Pattera a Milano. Ho ascoltato le registrazioni e onestamente sono state dette talmente tante inesattezze che elencarle tutte sarebbe troppo lungo. Mi preme, invece, soffermarmi su una piccola parte dell'intervento di Pattera che trovo essere il tipico esempio di come è facile presentare un fatto nascondendo il suo reale significato. Per vostra comodità, dopo ogni citazione, potrete trovare i minuti della registrazione da dove è stata estratta. Come già spiegato in un intervento precedente, i report, scritti dal biologo qualche settimana fa, ad un occhio preparato non lasciano dubbi: si tratta di tela di ragno. Ciò è talmente evidente che lo stesso Pattera conclude dicendo:

"[...]i filamenti raccolti nelle diverse località del nord Italia a Novembre sono di
origine animale e più precisamente presentano un comportamento molto simile a quello dimostrato dalle ragnatele che quotidianamente incontriamo, anche se rispetto a queste ultime possiedono una maggiore tenacità e una maggiore resistenza alla solubilizzazione nei reattivi specifici.
"

il documento viene tranquillamente pubblicato qui.
Lo stesso documento viene citato dal biologo in conferenza:

"Questa relazione non vuole essere un report scientifico vero e proprio, ma una sorta di compendio di quello che è stato fatto, utilizzando un approccio il più possibile scientifico per far luce sulla natura di questi campioni, compatibilmente con le risorse a nostra disposizione." [1.04.00]

Scusate, ma questa frase continuo a non capirla, suona un po' come l'aver fatto analisi a casaccio, con metodi di fortuna, sperando di capirci qualcosa.

Tuttavia proseguendo con il discorso afferma:

"Che senso ha parlare di seta volante? Innanzitutto è una seta sintetica perchè non esiste una seta così in natura [...]" 1.08.00

Questo si che è anomalo! Pattera sta dicendo l'esatto opposto di quanto ha scritto nel documento che, oltre ad aver scritto, sta leggendo in quel momento. Come mai evita accuratamente le conclusioni? Questo temo resterà un mistero.

Il meglio deve ancora venire:

Durante la presentazione del fenomeno delle scie chimiche Pattera sfida il pubblico a smentire le sue affermazioni sui parametri di formazione delle scie di condensazione. Giustamente in sala interviene Attivissimo che (nonostante gli insulti e le offese del pubblico sempre civile e aperto al dialogo) mostra un articolo del 1953 nel quale si mostrano condizioni di umidità relativa necessaria anche pari a 0% (mentre Pattera sosteneva che il valore minimo dovesse essere 70%) [0.48.00]
Pattera è spiazzato, non sa cosa dire e quindi tira dritto per la sua strada aggirando la smentita:

"Le do per buona che quel documento approvato nel '55 sia ancora valido cosa che noi...comunque andiamo avanti [...]" [0.49.00]

Allora i documenti successivi agli anni '90 non valgono perchè sono recenti e sarebbero manipolati dalla lobby "piramidale" che controlla tutto, quelli del '53 sono vecchi e non valgono più, allora quali vanno bene? Forse Pattera non sa che la letteratura sulle contrails cita ancora oggi quell'articolo come il primo in bibliografia, ovverto tutti fanno riferimento a quel lavoro. Chiaramente oggi le condizioni sono meglio definite, ma tutti sono ancora concordi che per generare una scia di condensazione sia sufficiente un'umidità relativa pari a 0% (a patto che l'ambiente in quota sia sufficientemente freddo).
Direi che se fossi stato li sarei rimasto allibito, un relatore parla di scie chimiche, scie di condensazione, condizioni di formazione etc e non conosce minimamente la letteratura? Siamo bravi tutti a fare gli esperti così.

Ma le cose vanno di male in peggio. Al termine delle relazioni, durante le domande sempre Attivissimo pone una domanda sui filamenti misteriosi analizzati dal nostro biologo, o meglio precisa quanto ho precisato io all'inizio di questo intervento.
Ancora una volta Pattera è spiazzato, interviene il moderatore, Max Gaetano (grazie a Francesco e Acarsterminator per la segnalazione), che crede:

"[...] che le teorie dei ragni migratori siano piuttosto ridicole, no?"

No! Prima di dare giudizi forse sarebbe il caso di informarsi, invece di credere.

"Lei sarebbe, evidentemente, l'unico scienziato al mondo, avrebbe una cattedra sicuro, perchè i ragni migratori non esistono"

Non pensavo che la conoscenza dell'esistenza di ragni migratori fosse un presupposto per avere una cattedra (dove e per cosa non è dato saperlo).
Possiamo perdonare Pattera per non conoscere le condizioni di formazione delle scie di condensazione, insomma è vero che se si parla di un certo argomento, sarebbe buona norma informarsi, ma cercare la letteratura scientifica richiede tempo ed evidentemente Pattera ha altro da fare, tuttavia questa dei ragni è veramente incredibile.
Anche in questo caso di lavori sul ballooning (la migrazione dei ragni) ce ne sono a centinaia; ne cito uno molto dettagliato risalente al 1956:

"Although it has been known since the time of Aristotle that spiders can make airborne
excursions, the first accurate observations were published by the pioneer
British arachnologist John Blackwall( 1827)"

"Sebbene è noto sin dai tempi di Aristotele che i ragni possono fare escursioni trasportati dal vento, la prima osservazione accurata è stata pubblicata dall' aracnologo pioniere britannico John Blackwall (1827)"

Fonte: Aerial Dispersal in a Known Spider Population, The Journal of Animal Ecology, 1956, 85

Insomma è vero che un documento scientifico del 1956 (o del '53) non è aggiornato e può contenere errori sui quali si è poi fatta chiarezza, ma qui stiamo parlando di negare un comportamento di un intero ordine di aracnidi, se non addirittura la loro esistenza, noto fin dai tempi di Aristotele! L'affermazione di Pattera è di una gravità estrema: un biologo non sono ammette candidamente di non conoscere comportamenti di animali già noti millenni fa, ma si permette pure di fare dell'ironia. Io fossi in Pattera, e avessi appena dimostrato di avere una conoscenza della scienza inferiore a quella di un uomo di 2000 anni fa, avrei ben poco da ridere.
Come minimo auspico delle scuse pubbliche per l'inutile ironia fatta verso Paolo Attivissimo che stava semplicemente dicendo una cosa palese da millenni.
La cosa è ancora più grave se aggiungiamo che Pattera sa da tempo della faccenda dei ragni migratori e non si è mai nemmeno scomodato a fare una ricerca su google, visto che la ricerca "ballooning spider" (senza virgolette) fornisce solo 1.490.000 risultati.

venerdì 17 aprile 2009

Emergenza Volo Delta 75 prima parte

A causa di un incidente d'auto sono in riposo forzato e finalmente ho un po' di tempo per scrivere alcune considerazioni su un fatto che per mesi ha alimentato le teorie a sostegno dell'esistenza delle scie chimiche.
Il caso nasce il 13 agosto 2008 quando l'utente Niko010101 pubblica su You Tube un video di un aereo che rilascia scie bianche dai bordi alari. Il fenomeno è decisamente curioso e anomalo. Nonostante il filmato sia di bassa qualità e l'aereo si veda molto male (sintomo che il velivolo era ad una quota medio alta) è difficilmente sostenibile che quelle scie fossero di origine aerodinamica.
Esiste un altro fenomeno che potrebbe provocare un simile effetto, ma l'utente all'inizio del video mette subito le mani avanti:

"NON SI TRATTA DI FUEL DUMPING"

Perchè escludere subito questa possibilità? Perchè non fare la stessa cosa con le scie di origine aerodinamica? La risposta è ovvia: perchè il fuel dumping è un fenomeno perfettamente sovrapponibile a quello mostrato nel video e siccome l'utente vuole sostenere l'esistenza delle scie chimiche esclude a priori l'ipotesi più verosimile (tecnica che abbiamo già visto utilizzare da Pattera).
Vediamo brevemente cos'è il fuel dumping. In rete potete trovare un'enorme mole di informazioni, ma per il livello di approfondimento necessario per valutare l'evento che vi sto raccontando è sufficiente la voce di wikipedia inglese.
Sostanzialmente ogni aereo ha un peso massimo per il decollo e un peso massimo per l'atterraggio. Durante un normale volo, l'aereo che decolla con il peso X si alleggerisce progressivamente consumando carburante e atterra con un peso ben al di sotto di quello di decollo. Se, però, a causa di un'emergenza, un volo carico di carburante, deve rientrare velocemente in aeroporto non può far altro che svuotare i serbatoi in volo alleggerendo il velivolo. Questa procedura ha due vantaggi:
1- rende l'atterraggio più facile e sicuro riducendo i pericoli di danni strutturali all'aereo
2- diminuisce la quantità di materiale incendiabile e in certi casi questo può essere determinante per la salvaguardia delle persone a bordo
Capito qual è la procedura di cui parla Niko010101 vediamo di capire perchè viene esclusa a priori:

"Le normative vigenti (E.N.A.C) sono molto ristrette [sic] riguardo lo scarico di carburante a bassa quota. (VIETATO SOPRA I CENTRI ABITATI).
Anche ammettendo uno scarico di kerosene il carburante sarebbe stato semitrasparente."

Quindi secondo Niko010101 quello non è carburante perchè le regole E.N.A.C lo vietano e perchè dall'aspetto a lui non sembra kerosene. Ma sarà davvero così?
Prima di tutto Niko010101 non è un pilota, non è un chimico, non è un tecnico aeronautico, come può dire ad occhio (per giunta nemmeno esperto e senza aver mai visto un fuel dumping) che il kerosene nebulizzato dovrebbe essere semitrasparente? Inoltre cosa si intende con la parola "semitrasparente"?
Questo è "semitrasparente"? e questo? Da profano mi sembra proprio che queste immagini di fuel dumping siano identiche a quelle mostrate nel video di Niko010101.
Inoltre si dice che l'E.N.A.C. pone regole ferree riguardo allo scarico di carburante, tale frase deriva dalla citazione del seguente paragrafo tratto dalle Regole dell'Aria E.N.A.C.:

"3.1.4 Spargimento di sostanze o lancio di oggetti
Il lancio di oggetti o lo spargimento di sostanze puo' essere effettuato solo in conformita' alle
disposizioni ENAC ed in conformità a quanto reso noto con le pertinenti informazioni aeronautiche.
Tale attività, quando prescritto, è oggetto di autorizzazione da parte dei competenti enti ATS.
La documentazione che determina l’eventuale diniego dell’autorizzazione è conservata per tre mesi e viene mostrata a richiesta."

ATS sta per Air Traffic Service. Posto che questa norma comprenda anche il fuel dumping (cosa di cui non sono certo) è evidente che non ci sia un generale divieto, quanto un consenso previa autorizzazione degli enti competenti. Tutto questo è ovvio, se io domani prendessi un aereo e decidessi di scaricare gavettoni su una città, è evidente che dovrei chiedere l'autorizzazione (che mi verrebbe giustamente negata), se però sto pilotando un aereo di linea con 200 persone a bordo che sta precipitando la questione è ben diversa e il fuel dumping non è un'opzione soggetta ad una regola. Il comandante di un velivolo ha, infatti, piena autorità di deroga su qualsiasi regola ai fini della sicurezza del volo.
La cosa è piuttosto logica; quando si è in volo il comandante è la massima autorità e durante un'emergenza non può certamente dire "Gentili passeggeri per atterrare in sicurezza dovremmo fare fuel dumping, ma siccome le regole E.N.A.C. lo vietano in questo punto...beh... moriamo tutti"
Ma non divaghiamo troppo, abbiamo un filmato di un aereo che probabilmente stava facendo fuel dumping, ma tale ipotesi è stata esclusa solo perchè un regolamento E.N.A.C. generalmente vieta tale procedura senza autorizzazione. Direi che l'argomentazione è piuttosto debole, ma siamo solo all'inizio della vicenda, vediamo di entrare più nel dettaglio. Un fuel dumping come detto non si fa per gioco, ma solo se c'è un'emergenza. Il filmato di Niko010101 pubblicato il 13 agosto 2008 è stato registrato il 10 agosto alle 11.05 quindi possiamo verificare che in quella zona, quel giorno e a quell'ora un velivolo ha dichiarato emergenza.
Secondo diverse fonti giornalistiche (ANSA; Varesenews; Corriere della Sera; TgCom) il 10 agosto alle ore 11 un aereo della Delta Airlines diretto ad Atlanta ha dichiarato emergenza per fumo a bordo ed è rientrato all'aeroporto di Malpensa da cui era decollato 15 minuti prima.
Quindi, vediamo, abbiamo un filmato di un volo che sembra fare un fuel dumping proprio mentre un velivolo dichiara emergenza per fumo a bordo 15 minuti dopo il decollo. Dirò di più, l'aereo filmato da Niko è un 767-300, esattamente lo stesso modello di aereo che ha dichiarato emergenza. Anche senza prendere in considerazione altri elementi direi che vi sono ben pochi dubbi: quel velivolo filmato era il volo 75 della Delta Airlines che in emergenza rientrava a Malpensa. Secondo i sostenitori delle scie chimiche è tutto, strano a dirsi, un complotto. Quell'aereo filmato rilasciava scie chimiche e il velivolo in emergenza o è stato inventato (insieme a tutti i passeggeri) per coprire l'irrorazione di sostanze chimiche, oppure era effettivamente in zona, ma non era quello filmato. Direi due posizioni logiche, non trovate? Avremo modo di analizzarle più avanti, per ora mi limito a sottolineare ciò che dovrebbe essere palese.
Centinaia di foto nei dossier a favore del complotto mostrano scie chimiche uscenti dal motore (proprio come le scie di condensa), invece quell'aereo rilasciava scie chimiche proprio dal punto dove un 767 fa fuel dumping. Che incredibile coincidenza. Quindi com'è che il complottista si immagina la scena? Un pilota che irrora scie chimiche, sbaglia, invece di lasciare scie dal motore come al solito, le rilascia da tutt'altra parte. Resosi conto della gaffe cosa fa? Chiama il suo capo e dice "Capo, qui ho sbagliato, ho rilasciato scie chimiche senza mascherarle da scie di condensa, adesso tutti scopriranno il complotto, l'ho pure fatto appena fuori Torino" e il capo risponde "Stai tranquillo adesso ci inventiamo che un volo della Delta Airlines ha fatto fuel dumping e insabbiamo tutto, aspetta che contatto i 400 complici che dovranno occuparsi delle procedure per simulare l'emergenza".
Scherzi a parte è ovvio che un'emergenza non si inventa "a tavolino", ci sono i passeggeri sul volo, l'equipaggio, i parenti dei passeggeri che hanno visto decollare il volo, quelli che lo hanno visto rientrare, i soccorsi, i tecnici a terra, i controllori di volo. Insomma se tralasciamo le ipotesi completamente assurde non possiamo che ammettere che proprio all'ora e nel posto dove è stato registrato il filmato c'era un aereo identico a quello mostrato nel filmato in emergenza che avrebbe potuto fare fuel dumping esattamente come mostrato nel filmato. C'è ancora molto altro da dire, ma per ora mi fermo qui. Non essendo un esperto mi sono rivolto a piloti, controllori e tecnici se ho commesso qualche errore o avete precisazioni da fare sarò felice di correggere e integrare il testo.

giovedì 26 marzo 2009

Filamenti autunnali finalmente analizzati

Aggiornamento in fondo

Era parecchio tempo che aspettavo che qualcun altro compisse delle analisi sui filamenti raccolti questo autunno. Come ho già riportato in vari articoli precedenti le mie analisi nel corso degli anni mi avevano protato a concludere che si trattasse di seta, in particolare vista la periodicità del fenomeno, avevo concluso si trattasse dei ben noti ragni migratori che in autunno e primavera migrano tramite un fenomeno noto come Ballooning.
Qualche tempo fa chiesi a Samuele Venturini alias Tursiops (un sostenitore dell'esistenza delle scie chimiche) di fornirmi i suoi campioni per rassicurarlo sull'origine natura del fenomeno, ma lui si rifiutò in maniera non del tutto educata e trasparente.
Oggi dopo mesi dalle mie analisi, finalmente il biologo Giorgio Pattera (C.U.N.) al quale erano stati affidati i campioni di Venturini, mostra i risultati delle sue analisi.
Trovo abbastanza scadente la qualità del report, non ci sono immagini delle analisi, non ci sono misure, non sono nemmeno descritte nel dettaglio le metodologie seguite. Come se non bastasse Pattera invece di trarre le conclusioni alla fine procede escludendo le ipotesi più razionali a priori:
1- non sono ragni
2- non è bambagia silicea

Come fa a dire che non è bambagia silicea lo si capisce più avanti nel documento, molto più interessante è capire perchè esclude i ragni. Pattera infatti dice:

"NON SONO sicuramente la produzione (che risulterebbe a livello industriale, fra l'altro, per coprire l'estensione territoriale Vercelli-Milano/Bologna-Ferrara!) delle ghiandole serigene dei cosiddetti "ragni d'alta quota", la cui esistenza (dal punto di vista entomologico) lasciamo appannaggio delle leggende metropolitane, con buona pace del CICAP"

La frase è un po' contorta, ma sbaglio o Pattera (che è un biologo) sta negando l'esistenza dei ragni migratori e del ballooning? Ne parla persono wikipedia con riferimenti del 1985, come può un biologo negare un evidenza scientifica nota da così tanto tempo?
Torniamo quindi al discorso del post precedente: ciò che il complottista non conosce, semplicemente non è mai esistito e se la letteratura scientifica e l'entomologia dice il contrario...beh...sono tutti parte di un complotto.
Forse a Pattera non sa che proprio io un paio di anni fa feci una conferenza con Carlo Pesarini, indubbiamente uno dei massimi esperti in Italia di aracnologia. Lui, invece, per dire che l'entomologia mi da torto a chi ha chiesto consulenza? Tiro ad indovinare: se stesso.
Il bello comunque deve ancora venire.
L'unico saggio descritto con un minimo di particolari è quello alla fiamma. Il filamento viene bruciato e si sente che odore ha. Ora va bene che sono saggi storici sui quali si basa la biologia moderna, ma personalmente lo ritengo leggermento soggettivo come test. Pattera comunque conferma che odora come un filamento naturale di origine animale, quindi o lana o seta, sorpresi eh?
In una riga afferma di aver fatto il test di Schweitzer ovvero un saggio per verificare definire l'origine del filamento tra lana e seta. Il saggio da la sua risposta: si tratta di seta.
Ora voi direte e quindi? Sembra proprio che Pattera mi stia dando ragione, allora perchè sia lui che tutti i sostenitori della teoria delle scie chimiche sostengono che abbia torto?
Semplice perchè i ragni sono stati esclusi a priori, quindi Pattera si chiede: che senso ha parlare di "seta volante"? Certo non ha senso se cancelliamo dalle pagine della scienza il ballooning. Insomma è come se io domani vedendo bollire una pentola d'acqua dicessi "cavolo che mistero!! Che senso ha che si formino bolle sott'acqua dove prima non c'erano?", non ha senso solo se a priori mi rifiuto di concepire che l'acqua possa bollire.
Mi sembra sempre più evidente che questa gente abbia un concetto di scienza adattabile alla loro personale visione del mondo.

Ringrazio Giuliano per la segnalazione

Aggiornamento del 28 Marzo 2009 ore 12.50

Molti di voi condivineranno il mio stupore nel sapere che Giorgio Pattera ha in realtà scritto due documenti e che curiosamente solo uno di essi è stato pubblicato da Rosario Marcianò e Samuele Venturini.
Nell'altro documento Pattera specifica che il suo non è

"[...]un report scientifico, ma un compendio di ciò che è stato fatto, utilizzando un approccio il più possibile scientifico per far luce sulla natura di questi campioni, compatibilmente con le risorse a nostra disposizione."

Senza sapere nulla io avevo già detto che non si trattava di un report scientifico, ma di una serie di considerazioni personali, comunque in tale documento Pattera spiega meglio cosa è stato fatto e i risultati di numerose prove. Sostanzialmente i filamenti sono stati trattati con:
1- Acidi concentrati e si sono sciolti
2- Basi (soda caustica 10%) all'ebollizione e si sono sciolti
3- Reattivo di Schweitzer e si sono sciolti (la lana non si scioglie la seta si)
4- Reattivo di Loewe (la seta si scioglie e si colora in viola, saggio specifico per le sete)
5- Bruciati per verificare l'odore

Conclusioni? Tutti i test mostrano che si tratta di filamenti di origine animale e in particolare seta, tuttavia Pattera ci spiega che ha fatto dei test di controllo su ragnatele e ha notato che nonostante abbiano lo stesso comportamento dei filamenti misteriosi, questi ultimi sono più resistenti agli attacchi chimici. Quindi è tutta qui la differenza tra i due filamenti? Forse Pattera (così come Venturini e Marcianò) non hanno studiato attentamente cosa solo le tele di ragno. Se si fossero rivolti, come feci io, ad un aracnologo avrebbero scoperto che i ragni fanno possono produrre tipi diversi di tele con proprietà chimico-fisiche diverse (hanno anche utilizzi diversi). Nel caso specifico la dragline usata dai ragni per migrare è molto diversa dalla seta di ragno casalinga perchè è molto più resistente sia a stimoli fisici che chimici (in letteratura è riportata la resitenza ad acidi e basi).
Proprio per questo comportamento diverso tra vari tipi di ragnatela, quando iniziai a fare le analisi vennero raccolti dei ragni che allevati in cattività continuarono a produrre tela. Quella tela usata per confronto ebbe lo stesso comportamento dei misteriosi filamenti.
Il documento si conclude con la frase:

"[...] i filamenti raccolti nelle diverse località del nord Italia a Novembre sono di origine animale e più precisamente presentano un comportamento molto simile a quello dimostrato dalle ragnatele che quotidianamente incontriamo, anche se rispetto a queste ultime possiedono una maggiore tenacità e una maggiore resistenza alla solubilizzazione nei reattivi specifici."

Forse ora possiamo capire meglio perchè questo documento non viene citato dai sostenitori delle scie chimiche, altrimenti come farebbero a sostenere che si tratta di polimeri artificiali?

Le scie "filamentose"

Ormai da anni la teoria delle scie chimiche si sviluppa intorno all'incessante ricerca di anomalie. In parole povere i sostenitori del complotto non fanno altro che osservare quotidianamente il cielo per ore cercando di distinguere, ad occhio nudo, all'interno di quelle scie bianche una qualsiasi anomalia che possa confermare la loro tesi. Prima di proseguire occorre far notare che un'anomalia non dimostra nessuna tesi (mi spiace per loro, ma hanno sbagliato tutto).
Il ragionamento che seguono è il seguente: non ho mai visto quel fenomeno, quindi quel fenomeno non è mai esistito prima di adesso, quindi il fenomeno non è naturale, quindi ho dimostrato l'esistenza delle scie chimiche. Tutto ciò è basato su un assunto fondamentale: "io sono infallibile", ovvero i sostenitori del complotto partono dal presupposto che loro hanno ragione e non possono sbagliare mai. Un confronto con queste persone è quanto mai complesso, ma nonostante le loro ferme certezze sono i primi a tirarsi indietro quando si invoca il dialogo.
La dimostrazione di quanto ho appena detto è proprio alla base della teoria delle scie chimiche:

"fino al 1996 non c'erano le scie chimiche"

E' stato ampiamente dimostrato che le scie esistevano già da parecchio tempo, circa dal 1920. Semplicemente queste persone hanno notato qualcosa di nuovo e hanno automaticamente assunto che quel fenomeno era realmente una novità per chiunque sulla faccia della terra. Non hanno nemmeno contemplato (nemmeno davanti alle prove documentali risalenti agli anni '70) che fossero loro a non aver notato le scie fino ad allora, mentre tutto il resto del mondo le conosceva benissimo.
Scusate la lunga premessa, ma serviva per capire meglio il punto chiave di questo intervento.
Pochi giorni fa un sostenitore delle scie chimiche nota per la prima volta un fenomeno: delle scie che sembrano "filamentose" come quelle della foto (ringrazio Danilo per l'immagine).
La persona vistosamente sorpresa da un fenomeno che non aveva mai notato reagisce come ho spiegato nella premessa: quel fenomeno non è mai esistito ed è la prova che le scie chimiche esistono (e si stanno evolvendo). Non solo ma invita chi gli risponde che è una comune scia di condensazione a studiare scienze (trovate la frase nei commenti al video su you tube).
Quindi non solo il complottista è il migliore osservatore al mondo e ad occhio nudo distingue le distanze meglio dei telemetri, non solo è infallibile e non gli sfugge mai nulla, ma è anche un esperto di scienze (tanto da invitare gli altri a studiarle) senza avere molto spesso nessun titolo o compentenza. Lascio a voi la definizione di una persona del genere.
Anche in questo caso, come in quello riportato nella premessa, la spiegazione più semplice è anche quella corretta: il complottista si è sbagliato e semplicemente non ha mai notato un fenomeno che esiste da anni. Il comportamento "filamentoso" delle scie di condensazione è noto da decenni ed è dovuto alle turbolenze lasciate dal passaggio dell'aereo.
Il giornale Le Scienze nel 1974 pubblicava in un articolo intitolato "I vortici nelle scie degli aerei" le immagini che riporto qui di seguito.




martedì 24 marzo 2009

Scie Chimiche a Radio Deejay

Oggi intorno alle 9.30 all'interno del programma "Il Volo del Mattino" è stato intervistato Rosario Marcianò sulla questione scie chimiche. Nulla in contrario sul fatto che Fabio Volo decida di intervistare qualcuno dei sostenitori di un complotto che coinvolgerebbe "miliardi di complici silenti" (Commento dell' 11/01/2009 di Corrado Penna 13.58), tuttavia sarebbe il caso di intervistare un esperto vero del fenomeno, qualcuno che abbia indagato scientificamente e in modo rigoroso tutte le anomalie riportate dai sostenitori del complotto. Teniamo presente che far pubblicità a certi siti dove ci si augura la morte (commento Straker-Rosario Marcianò 23/12/2008 ore 12.14) di tutti coloro che non ritengono plausibile il complotto è una responsabilità non indifferente.
Per chi non avesse ben chiaro che tipo di gente ha parlato oggi su radio Deejay faccio presente che proprio poco tempo fa si ragionava sul comprare un bazooka di seconda mano (commento piramide2012 al quale Rosario Marcianò alias Tankerenemy rispondenva "concordo") per abbattere i velivoli civili che rilasciavano le presunte scie chimiche.

Nonostante questi presupposti decisamente poco incoraggianti rimango disponibile per un confronto di qualunque tipo e continuo a sperare in una commissione che possa stendere un protocollo condiviso per accertare l'esistenza o meno del fenomeno. Purtroppo come ben sapete ad oggi ho ricevuto molte offese, ma nessuna apertura verso una collaborazione.
Ho scritto personalmente a Fabio Volo e spero che valuti con attenzione la possibilità di farmi intervenire in trasmissione. Vi terrò aggiornati.

domenica 22 marzo 2009

Il Dialogo secondo Corrado Penna

Larticolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione

Abbiamo già avuto modo di parlare di Corrado Penna, l'insegnante di fisica e matematica all'Istituto Superiore di Iseo. Da un educatore che ha a che fare con giovani ragazzi mi aspetterei un minimo di educazione e diplomazia, perciò ho provato a scrivergli qualche mail con uno scopo ben preciso che noterete durante la lettura del nostro breve scambio. Riporto solo le mie mail perchè Penna mi ha vietato di pubblicare le sue (o meglio la sua):

14 marzo 2009
Da Simone Angioni
A Corrado Penna

"Buonasera Sig. Penna,
ho avuto occasione di leggere uno degli interventi sul suo blog, mi ha
particolarmente colpito questa frase:

"Mentre aspettiamo da un anno la famosa laurea di Angioni (quello che
ha avuto la sventura di presentare un libro contraffatto ad una
conferenza sulle scie chimiche) che non è mai comparsa ... (magari
però nel frattempo ...) io non ho problemi a smentire queste illazioni
(cliccare sull'immagine per vederla ingrandita)"

Mi potrebbe chiarire il senso di quella che sembra essere una pesante
illazione sui miei titoli? Sta per caso insinuando che non sia
laureato?
Gentilmente dovrebbe anche chiarirmi il senso della frase sul libro
contraffatto. A cosa si sta riferendo? Cosa le fa pensare che quel
libro sia contraffatto? Ha qualche prova oppure anche questa è una
supposizione basata su sue opinioni?
Rimango in attesa di un chiarimento, la avviso sin da ora che ho
intenzione di pubblicare questa mail sul mio blog
(http://simoneangioni.blogspot.com/) ed eventualmente anche le sue
risposte se mi darà il permesso per farlo.
Cordiali Saluti

Dott. Simone Angioni"

A questa mail purtroppo non ricevo risposta anche se noto con piacere che l'articolo viene modificato in:

"Mentre qualcun altro in situazioni analoghe ci ha lasciato nel dubbio io non ho problemi a mostrare i miei titoli (cliccare sull'immagine per vederla ingrandita), anche se non sono certo questi titoli quelli che permettono di guardare il cielo e contare gli aerei che lo oscurano."

Decido quindi di ringraziarlo per la correzione scusandomi per averlo "lasciato nel dubbio":

15 marzo 2009
Da Simone Angioni
A Corrado Penna

"Buonasera Sig. Penna,
ho notato che nonostante non mi abbia risposto ha modificato il suo
intervento. Mi spiace che sia rimasto per così tanto tempo nel dubbio
sulla mia laurea, ma pubblicai la mia risposta a settembre 2008 sul
mio blog e non vendendo obiezioni pensavo che lei l'avesse letta vista
la sua curiosità sul mio titolo.
Sono felice che lei non voglia perdere tempo in inutili polemiche,
concordo con questa posizione, è esattamente ciò che evito
accuratamente lasciando invece ampio spazio ai fatti.
Da parte mia nessuna intenzione di impedire alla gente di guardare il
cielo, anzi le dirò di più, sarei felice se si potesse fare un
incontro e guardarlo insieme, magari con qualche strumento rigoroso
che possa fornire dati oggettivi che possano confermare/smentire
l'esistenza delle scie chimiche.
Cordiali Saluti

Dott. Simone Angioni"

Ovviamente mi premeva anche avere un confronto "scientifico" con questa persona, insomma io le "scie chimiche" non le vedo, magari mi stanno davvero ingannando con qualche strana tecnologia. Chiedevo a Penna di condividere con me la sua sapienza in un'indagine mista, concordando i metodi in un protocollo ben definito. In pratica gli avevo offerto di proporre un qualunque metodo per convincermi che esistessero le scie chimiche offrendogli la disponibilità di rivedere la mia posizione se il suo metodo avesse davvero rivelato anomalie. Un'occasione da non perdere per chi sostiene che le istituzioni siano chiuse al dialogo e cerchino di impedire agli altri di guardare il cielo.
Questa volta Penna mi risponde con una mail di due righe nella quale mi informa che le mie mail sono dirottate nella posta indesiderata, quindi posso smettere di perdere tempo scrivendogli.
Reazione interessante, che blocca ogni dialogo ancora prima di iniziarlo. Mi spiace sinceramente che Penna abbia deciso di non illuminare anche me su questa lampande verità, mi spiace ancora di più perchè adesso tutte le volte che sarò intervistato dovrò far presente all'intervistatore il rifiuto categorico a collaborare da parte del fisico.
Se cambiasse idea o se qualcun altro pensa di poter dimostrare scientificamente con un protocollo serio e rigoroso l'esistenza delle scie chimiche sappia che:

Rimango a disposizione per un confronto pubblico sul tema o per una commissione d'indagine mista.