venerdì 12 febbraio 2010

Analisi delle scie di condensazione

Chiunque si sia interessato al "dibattito" (visti certi toni utilizzati da alcune persone, le virgolette sono d'obbligo) scie chimiche/scie di condensazione si sarà sicuramente imbattuto nell'argomentazione riguardante le analisi. Chi crede al complotto delle scie chimiche è arrivato a spendere anche diverse centinaia di euro pur di far analizzare il contenuto di queste scie, purtroppo però i risultati fin ora giunti sono piuttosto deludenti: in primo luogo perché i campioni sono prelevati a terra e non direttamente dalla scia sospetta e in secondo luogo perché la gran parte delle analisi mostra il normale contenuto di elementi presenti nel terreno. A oggi nessun sostenitore del complotto ha mai provato a campionare direttamente una "scia chimica" in quota, affidando le proprie teorie ad analisi fatte su acqua piovana e su terreni (che, tra l'altro mostrano la composizione tipica dell'acqua piovana e del terreno).

Fortunatamente però gli scienziati non si arrendono così facilmente come i sostenitori delle scie chimiche, infatti in letteratura si trovano numerosi lavori di analisi di scie direttamente in quota. I metodi per analizzare una scia sono sostanzialmente tre:

1- I satelliti
2- I LIDAR

3- Analisi direttamente in quota


I meteorologi e i fisici dell'atmosfera hanno analizzato le scie in ognuno di questi modi a partire già dagli anni '70. La letteratura che ho consultato è piuttosto vasta, riporterò in fondo una breve bibliografia con gli articoli più interessanti.
Descriviamo brevemente i tre metodi: con i satelliti è possibile fotografare l'emissione luminosa di una scia. Già un lavoro del 1970, condotto su un B-17, mostrava come fosse possibile esaminare la composizione di una scia in base al suo spettro di emissione (per essere precisi hanno misurato la riflettanza). [1] Certamente qualcuno potrebbe obiettare che negli anni '70 le scie chimiche ancora non esistevano tuttavia è interessante notare come viene descritta la scia di condensazione analizzata:

"Durante il volo erano presenti numerose e persistenti contrails e si presentò l'opportunità di misurare la riflettanza di una contrail di recente formazione."


Insomma già ai tempi numerose scie persistenti solcavano i cieli e le analisi dimostravano che il contenuto era principalmente acqua. Su un fenomeno simile si basa un lavoro del 1988 nel quale è usato un satellite per registrare l'emissione di una scia di condensazione nello spettro IR. [2] Anche in questo caso si fa riferimento alle scie persistenti e non persistenti e alla loro interazione con altri tipi di nubi alte quali i cirri.

Il LIDAR (Laser Imaging Detection and Ranging) è forse uno strumento ancora più potente del satellite perché permette di analizzare da terra una parte ben definita di atmosfera. Per esempio un articolo del 2004 sembra essere creato apposta per rispondere ai sostenitori dell'esistenza delle scie chimiche.[3] In questo lavoro i ricercatori iniziano fotografando alcune scie di condensazione quasi per gioco, poi hanno una brillante idea: recuperano le foto satellitari della zona e correlano le scie fotografate, con quelle del satellite. Ai dati ottenuti da questo confronti vengono aggiunti quelli provenienti dal LIDAR, il quale, grazie al suo fascio laser, è in grado di misurare quota, composizione, dimensione dei cristalli di ghiaccio, direzione del vento e persino le caratteristiche del ghiaccio in ricaduta verso il suolo. Lo scopo di tutto ciò? Correlare ogni scia a un preciso volo. Grazie ad un database sono riusciti a risalire al volo che ha generato le varie scie e a capire a che ora sono state rilasciate. Anche in questo caso si fa riferimento alla persistenza per diverse ore.


Bravi questi scienziati, ma fino ad ora nessuno è mai andato in quota a prelevare campioni, o forse si?
In effetti sono numerosi anche gli articoli che trattano di campionamenti in quota con particolari apparecchiature in grado non solo di misurare l'umidità all'interno di una scia di condensazione, ma persino di separare l'acqua (frazione volatile) dai componenti non volatili. In questo tipo di campionamenti se nella scia fossero stati presenti bario, alluminio o funghi come sostenuto da chi crede nelle scie chimiche le analisi li avrebbero rilevati. Questo non solo esclude che il carburante possa essere contaminato, ma persino che esistano dei serbatoi nascosti che mischiano misteriose sostanze alla scia di condensazione.
[4][5][6][7]

Dopo aver letto tutto questo, mi sembrano insignificanti le analisi delle foglie di piante ornamentali o del terreno fatte dai sostenitori del complotto, eppure queste analisi sono pubblicate, sarebbe bastato chiedere a un meteorologo o approfondire personalmente per scoprire che qualcuno si era già posto il problema di esaminare il contenuto di quelle scie bianche. Ancora una volta appare chiaro come, se mai ci fosse un complotto, non sarebbero certo i "complottisti da blog" ad accorgersene. La vera spina nel fianco di ipotetici cospiratori sarebbero proprio quegli scienziati che tanto sono denigrati.


AGGIORNAMENTO 13/02/2010

Mi rendo conto di aver lasciato molti con la curiosità di ciò che è stato trovato nelle scie di condensazione. Era chiaro che non ci fossero le sostanze ipotizzate dai sostenitori del complotto, ma cosa c'è in una scia di condensazione oltre all'acqua? Prima di tutto è importante segnalare che le dimensioni del particolato analizzato arrivano fino a 0,1 micron (ovvero PM 0,1). Le sostanze non volatili possono essere classificate in carbone (che ne costituisce la maggior frazione) e metalli vari. Questi ultimi sono costituiti da Ferro, Cromo e Nichel nella percentuale tipica dell'acciaio inossidabile. In alcuni lavori sono stati ritrovati anche nitrati e acido solforico. Il riferimento [6] (se riuscite a leggerlo) è un buon riassunto di tutti gli altri riferimenti con dettagliata spiegazione del meccanismo di formazione delle varie specie chimiche a seguito della combustione. In ultimo viene esclusa la presenza di silicio all'interno delle contrails, cosa invece presente normalmente nei cirri, ovvero esattamente il contrario di ciò che hanno sempre sostenuto i complottisti.

Bibliografia
:

[1] W.A. Hovis; Infrared Reflectance of High Altitude Clouds; Applied Optics; 1970


[2] T.F.Lee; Jet Contrail identification using the AVHRR Infrared Split Window; J. Appl. Meteor.; 1988


[3] D. Atlas; Contrails to Cirrus; J. Appl. Meteor.; 2004


[4] R. S. Gao; Measurements of relative humidity in a persistent contrail; Atmospheric Environment; 2006


[5] A. Petzold; Elemental composition and morphology of ice-crystal residual particles in cirrus clouds and contrails; Atmospheric Research; 1998


[6] B. Karcher; Aviation-Produced Aerosols and Contrails; Survey in Geophysics; 1999


[7] C. H. Twohy; Electron microscope analysis of residual particles from aircraft contrails; Geophysical Research Letters; 1998

56 commenti:

Gianni Comoretto ha detto...

Standing ovation.
Qua occorre allungare la già chilometrica lista dei disinformatori.

fausto ha detto...

sisi, qua tutti disinformatori siamo... hahah. guarda che è lo stesso rapporto di proporzionalità tra malati di mente e persone sane... lo sapevi??

Skeptic ha detto...

Mi sembra che il "dibattito" sulle scie chimiche sia ormai giunto al termine.

gg ha detto...

Perchè faccio tutto questo?Cioè, perchè rompo le balle ai complottisti?Perchè mi sta sulle palle che prendano per il sedere la gente e che ci guadagnino su anche dei soldi.
Penso che ognuno di noi lo faccia fondamentalmente per queste ragioni oltre che per spirito civico ed amore per la vera scienza.

Orsovolante ha detto...

[i]Per esempio un articolo del 2004 sembra essere creato apposta per rispondere ai sostenitori dell'esistenza delle scie chimiche.[/i]

Ecco vedi... si preparava il terreno alla disinformazione.

frankbat ha detto...

Simone, mi associo alla standing ovation proposta da Gianni!

Nico ha detto...

E' ora di indire una conferenza e chiedere a loro di confutare questo.

Mi permetto di segnalare un refuso.

provenienti dal LIDAR, il quale, grazie al suo fascio laser, è in grado di misur(ar)e quota,

Immagino tu non abbia problemi a che io ricopi il post, ciò non di meno ti avviso che lo faccio :-))))

Complimentoni e spero di rivederti presto.

PutuPapao ha detto...

Terrific!
Grazie Simone!
mi unisco all'ovazione!

pac

la tigre della malora ha detto...

Ok, discorso chiuso (se mai era stato "aperto"). La controprova della correttezza del tutto sarà nelle ennesime minchiate d'o comandante clusò et similia.

ilpeyote disinformatore di professione

mastrocigliegia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Claudio Casonato ha detto...

Applauso!!!!!

mastrocigliegia ha detto...

Questi ultimi sono costituiti da Ferro, Cromo e Nichel nella percentuale tipica dell'acciaio inossidabile. In alcuni lavori sono stati ritrovati anche nitrati e acido solforico

Credo che sarebbe bene specificare anche le quantità/concentrazioni in cui sono stati trovati i metalli, e mostrare che sono dovuti alla corrosione dei motori. Quanto materiale viene "irrorato" in un viaggio?
E' da ricordare che i moderni sistemi di analisi riescono quasi a contare i singoli atomi, quindi la semplice "presenza" di qualsiasi cosa non prova nulla se non si dice quanta ce n'è.
Ai sciachimisti basta un solo atomo di un elemento che "suoni strano" (e ce ne sono un centinaio che gli fanno questo effetto) per gridare al complotto.

Infine mi permetto di ricordare che i nitrati (cioè acido nitrico) sono "normali" inquinanti che si formano tra azoto e ossigeno dell'aria portata ad alta temperatura nel motore, e saranno sempre presenti fin quando non metteranno la marmitta catalitica ai jet; e che l'acido solforico deriva dal difficilmente eliminabile zolfo presente nel carburante (quantità valutata intorno ai 400 to 1600 ppm), mentre la specifica) ammette un massimo di 3000 ppm.

Ricordo che il "famoso" Stadis è usato alla concentrazione di 3 ppm.

Comunque ora mi aspetto da qualche parte un articolo "anche il cicap (anzi: C.I.C.A.P.) ammette le irrorazioni con metalli pesanti".

pazienza...

mc

Vittorio ha detto...

Bell'articolo, complimenti. Molto chiaro. Saluti da Trieste dove (al momento) non ci sono sciacomici....

Nico ha detto...

Ricorda anche per i "meno attenti" che ppm non signigica "pugnette per minuto" ma PARTI PER MILIONE.

Simone ha detto...

Grazie a tutti per i complimenti.

@Mastrociliegia

So che da te posso aspettarmi sempre le domande più insidiose e scettiche ^_^

Nell'articolo 5 anche nell'abstract è scritto che la percentuale di particolato metallico costituisce l'1% del numero totale particolato analizzato. Si precisa anche che il particolato metallico è quello a (passatemi il termine) grana più grossa, ovvero sopra gli 1,5 micron.

La concentrazione dei metalli è Fe 78%, Cr 17%, Ni 5%. La pubblicazione ne precisa l'origine, onestamente non sono un esperto di acciai, ce ne sono vari tipi con concentrazioni di cromo e nichel variabili che comunque ruotano intorno a quei valori.

@ tutti

Per quanto queste analisi siano chiare sulla composizione delle scie non prentendo che i sostenitori del complotto si convincano di essersi sbagliati, tuttavia è vero che alla luce di queste analisi ora la palla è nel loro campo. Gli scienziati le analisi che loro invocano da tempo le fanno da 30 anni, non si fidano? Non gli vanno bene? Legittimo, attendo con ansia le loro misurazioni in quota.

Detto questo non so quali degli articoli citati siano pubblici. Come sapete non posso semplicemente caricarli per metterveli a disposizione però se siete interessati potete sempre contattarmi via mail per ulteriori approfondimenti.

Simone ha detto...

@ Nico

Corretto. Grazie

Fioba ha detto...

Mi associo alla Standing Ovation...
E intanto Rosario Marcianò continua a raccontar balle alle sue conferenze....

Luigi Garlaschelli ha detto...

"Mi associo alla Standing Ovation..."

... e non dimenticate che Simone un po' l'ho "svezzato" anch'io! :-) :-)

Simone ha detto...

Oh Gran Maestro, quale onore! Ma lo sanno che se non fosse stato per Lei io starei ancora a cercare le congiunzioni tra piramidi e costellazioni.

E con questo abbiamo fornito sufficienti prove per dimostrare la mia affiliazione alla massoneria e l'uso frequente del plagio. ^_^

gian ha detto...

Simone, grazie per la segnalazione.
Ho recuperato e letto l'articolo [7], e mi pare molto interessante. Però non capisco perché sia stato usato una dimensione di taglio per l'impattore per le particelle di _minimo_ 5µm (e infatti le concentrazioni in numero sono basse). In genere non si usa un taglio _massimo_? O forse mi sfugge lo scopo di questa procedura?
gian

gian ha detto...

Dimenticavo: ancora più interessante l'articolo su Atm. Env. in cui ci sono le misure fatte da un aereo sulla propria contrail! Thanks.
gian

Simone ha detto...

@Gian

Domanda interessante e non di facile risposta.
Quando lessi i vari articoli feci una breve ricerca sul CVI (Conterflow Virtual Impactor) per capire com funzionava il campionamento. Come dici giustamente tu il metodo raccoglie gli elementi con sezione minima. Ti riporto quanto viene detto nel seguente articolo:

C.H. Twohy;
Measurement of condensed water content in liquid and ice clouds using an airborne counterflow virtual impactor;
J. Atmos. Oceanic Technol;
1997

"The counterflow air out through the tip of the CVI
inlet prevents ambient water vapor from being collected
and permits only condensed-phase cloud particles,
which have higher inertia, to enter the inlet
where they are impacted into desiccated air."

Se riesci a recuperare anche questo troverai anche altre motivazioni e la descrizione di altre tecniche di campionamento con pro e contro.

Anche se non viene esplicitamente detto negli articoli visto che l'interesse è sempre un confronto tra scie di condensazione e cirri, credo sia ragionevole supporre che una sezione di taglio relativamente alta sia l'ideale per separare i cristalli di ghiaccio provenienti dalla combustione del carburante dai cristalli normalmente presenti in atmosfera. Dico questo perchè l'emissione di metalli o carbone facilitano la nucleazione e quindi creano cristalli più grossi. Per quanto riguarda le contrails è plausibile che una sezione minima permetta la selezione mirata di cristalli contenenti particolato proveniente dal motore con notevole precisione.

toglimi una curiosità, hai recuperato i lavori perchè hai una rete abilitata o sono disponibili a chiunque? Se mi dici quali sono reperibili al pubblico lo aggiungo di lato così chi vuole va a colpo sicuro

markogts ha detto...

Ottimo articolo, Simone!

(che, tra l'altro mostrano la composizione tipica dell'acqua piovana e del terreno)

Ma non bastava fermarsi qua? ^_^

gian ha detto...

>hai recuperato i lavori perchè hai
>una rete abilitata o sono >disponibili a chiunque?
No, purtroppo biblio online dell'università, con accesso autenticato. Se avessi trovato documenti pubblici sarei stato il primo a segnalarli.

La spiegazione che dai sul CVI mi pare sensata. C'è anche da dire che la misura è di una decina d'anni fa e non so come funzionasse il contaparticelle della TSI utilizzato nello studio. Quelli nuovi della stessa marca mi risulta possano separare e conteggiare direttamente "online" particelle da pochi nm a molti µm senza troppi problemi di "size-cut" alla testa di campionamento.
Comunque vedrò di approfondire...
gian

talligalli blog ha detto...

che mazzata!

zanzara ha detto...

Grande e ancora grande.
Vediamo che dicono gli sciacomici.......

ZonWu ha detto...

Vedrai che di sicuro salterà fuori qualcuno che dirà "gli scienziati sono parte del complotto. Tutti."
Apprezzo il tuo lavoro, e colgo l'occasione per chiederti se posso linkare il tuo articolo dal mio blog

Simone ha detto...

@ZonWu

Certo linka pure. Comunque è chiaro che una delle possibilità è dire che quelle analisi sono false, ma infatti il mio articolo non vuole dimostrare che le scie chimiche non esistono perchè ci sono quelle analisi. L'articolo serve a far capire che:
1- Le analisi si possono fare e vengono continuamente fatte
2- Fin ora non è stato trovato nulla di anomalo

Chi vuole sostenere il contrario può, con gli stessi mezzi riportati in letteratura, rifare le verifiche e dimostrare che le analisi sono false.

@Gian

Mi sembri più esperto di me. Se trovi informazioni aggiuntive fammelo sapere. In ogni caso, se ho capito bene ciò che hai detto, non credo sia un problema di contaparticelle. Mi pare che il "size-cut" sia ricercato volutamente per separare il fondo normalmente presente da ciò che esce dal motore del velivolo.

Massimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Massimo ha detto...

Ciao a tutti, io vedo panorami desolanti da alcuni anni e comportamenti mooolto anomali di scie a bassa quota. Vedo un cielo terso prendere offuscamento progressivo e opacità direttamente dall'espansione di queste scie. Sono un medico, non un meteorologo o un fisico, ma se devo unire le risultanze empiriche delle mie osservazioni e la credibilità degli studi, delle ricerche e degli stessi scienziati da diversi decenni in qua, sarei cauto nel trarre conclusioni definitive. Dispiace poi vedere che l'interesse indubbio dell'argomento sia affrontato con una contrapposizione netta tra prosciechimche e contro, cosa che senza dubbio aiuta tutti o ad aprire troppo la mente alle fantasie o a chiuderla di fronte ad evidenze colossali.
Detto ciò, spero tanto che abbiate ragione voi, ma l'istinto mi dice di restare vigile. Spero di poter arricchire il dibattito in futuro.
Ciao

Nico ha detto...

Infatti se i comitati di attenzione sul fenomeno spendessero un po' meno soldi per attrezzature video e un po' più per fare analisi (visto che c'è un luminare cone Montanari che si è detto disponibile da tempo ad analizzare), un bel campionamento in quota sarebbe proprio l'ideale.
Speriamo che qualcuno pensi davvero a cercare risposte e meno a scrivere libri e stampare dvd da vendere a conferenze. Concordi?

markogts ha detto...

Ciao a tutti, io vedo panorami desolanti da alcuni anni e comportamenti mooolto anomali di scie a bassa quota.

Mi chiedo cosa osservavi vent'anni fa. Io sono astrofilo da ben prima, il naso puntato all'insù ce l'ho da sempre, e non c'è stata nessuna variazione. E lo stesso dicono tutti quelli che osservano il cielo, per passione o professione, in modo REGOLARE e METODICO.

Mi chiedo poi che metodi usi per stimare la quota delle scie per poter affermare che esse sono "a bassa quota". E giusto per dimostrarti che non sono "ottuso" o "di mente chiusa" mi offro, se abiti nel Nord-Est, a venire da te o a incontrarci a metà strada per vedere queste "scie a bassa quota", misurandone però la quota come scienza e trigonometria comandano.

PS ho già fatto questa proposta a millemila "faccio-solo-domande" e la risposta è sempre stata picche, quando c'è stata.

Simone ha detto...

@Massimo

Concordo con te. Esasperare i toni non aiuta mai a favorire il dialogo e il dibattito. Proprio per questo, nel mio blog, cerco sempre di riportare dati di fatto senza esprimere giudizi su chi la pensa in maniera diversa.
Ad oggi le evidenze sperimentali provenienti dal mondo scientifico non lasciano spazio a teoria come quella delle scie chimiche, ma attendo con ansia che i ricercatori indipendenti producano delle prove concrete. Sono anni che attendo e attenderò ancora, sono un tipo paziente.

gian ha detto...

@Simone
>Mi sembri più esperto di me. Se trovi
>informazioni aggiuntive fammelo sapere.
Non so se veramente sono più esperto di te; parte del mio lavoro è comunque relativo alla valutazione dell'inquinamento atmosferico.
E certamente, se trovo maggiori informazioni te le inoltro.

@ Nico
> [...] (visto che c'è un luminare cone
> Montanari che si è detto disponibile
> da tempo ad analizzare), un bel
> campionamento in quota sarebbe proprio > l'ideale.
Ehm... che il campionamento in quota sarebbe l'ideale concordo. Sul fatto che Montanari sia un luminare su QUESTO settore un po' meno (nel suo campo sicuramente sì). Ovvero se dovessi far fare le analisi di campioni di aria io andrei almeno da un laboratorio certificato SINAL; anche perché non ho ancora trovato un suo articolo scientifico in cui ci spiega come dovrebbero essere secondo lui fatti i campionamenti degli scarichi rispetto ai metodi criticati.
Secondo me la "famosa" risposta di Montanari ai Marcianò aveva un'altra valenza, più generale, e significava che non ha alcun senso discutere del nulla; e su qusto concordo totalmente.
(Nota a scanso di equivoci: NON lavoro in un laboratorio e NON voglio fare pubblicità positiva o negativa a nessuno. L'osservazione era strattamente tecnica).
gian

Nico ha detto...

gian,
mi scuso se ho usato la parola "luminare" a vanvera. Intendevo dire che non è un "ricercatore indipendente" :-)

gian ha detto...

@nico
Beh, certo! Per diventare ricercatore "indipendente" nel senso più deleterio del termine serve un percorso formativo e professionale che solo un master in photoshop può fornire... :-)
gian

Massimo ha detto...

Abito al confine con la Francia, non sono un esperto ovviamente, scruto il cielo da quando sono bambino "sperando" già allora nelgio UFO...
Nel mio piccolo potrò fornire materiale fotografico.
La stima dell'altezza è empirica e si basa sulla visibilità dell'aereo...
Quest'estata farò un calendario di scie e lo metterò a disposizione. Se potessi fare altro, ovviamente, lo farei. Se potessi "sconvincermi" sarebbe ancora meglio.
A presto

markogts ha detto...

Sarei curioso di conoscere questo metodo empirico basato sulla visibilità dell'aereo. Spero non sia qualcosa del tipo "vedo le gondole dei motori, dunque è a meno di 5000 metri". Ti consiglio di farlo verificare da qualche esperto prima di cominciare il lavoro, per evitare di buttare via tutto dopo.

Anche perché non capisco perché si debba andare "a tentoni" quando già una macchina fotografica minimamente decente (tra 500 e 1500€) può dare risultati quantitativi con errori del 10% o anche meno.

Hanmar ha detto...

Perche' non mi e' arrivata la circolare che segnalava il tuo lavoro?

Cazzarola, qualcuno finira' a Novosibirsk per questo!!!

Bel lavoro.

Saluti
Michele

theDRaKKaR ha detto...

Cazzarola, qualcuno finira' a Novosibirsk per questo!!!

maledizione, ce lo porto io di persona!!

spettacolo di post che mi ero perso!!

SeeClearly76 ha detto...

Bellissimo Post! Grazie mille!

Alex ha detto...

analisi della polvere eseguita a Cuneo:
http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/images/stories/Analisi/analisi02.jpg
foglie di geranio a Sanremo:
http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/images/stories/Analisi/analisi04.jpg
fango in sardegna:
http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/images/stories/Analisi/analisi05.jpg
http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/images/stories/Analisi/analisi06.jpg
abalisi dell’acqua:
http://www.tanker-enemy.com/Analisi/analisi_neveacqua.pdf
analisi effettuata in norvegia:
http://www.tanker-enemy.com/Analisi/Norvegia.pdf
come si vede, oltre ad altri materiali tossici (non riscontrabili per deposito in natura) c’è una percentuale sempre presente di alluminio, elemento che si ritiene presente in maggior quantità nelle scie. Tale elemento non può essersi introdotto naturalmente nell’ecosistema ma tale immissione può essere avvenuta solo per caduta, quindi per irrorazione dall’alto.
Mi sapete altrimenti dire come sono arrivate queste sostanze sul terreno?

markogts ha detto...

Alex, a parte che:
-le analisi chimiche non hanno senso se non si segue accuratamente un protocollo standard per la raccolta del campione;
-se anche ci fosse dell'inquinamento al suolo ci sarebbero mille sorgenti più vicine e più "logiche" delle scie a diecimila metri di quota;
-Le varie ARPA regionali controllano quotidianamente i livelli di inquinamento di aria e acque e mai hanno accusato le scie nel cielo;

A parte tutte queste considerazioni, ti faccio solo una domanda:

Secondo te il fatto che lo strato superiore della crosta terrestre si chiami "Sial", a cosa può essere dovuto? Da dove salterà mai fuori questo acronimo? Sicuro che "tale elemento non può essersi introdotto naturalmente nell’ecosistema"?

Gianni Comoretto ha detto...

@alex
Ho dato un'occhiata ai campioni.
Il primo mostra un totale degli elementi analizzati di quasi 5g/100cc, 50g/litro. Aggiungi gli anioni (carbonato, immagino) e risulta che quell'acqua e' sostanzialmente fango. Che ci sia un po' di argilla (alluminio) nel fango non mi stupisce. Il bario invece e' sostanzialmente assente (meno dello 0,1% del residuo secco).

Sui gerani di San Remo c'e' una leggera spolverata di polvere (40 ppm di argilla).

Il fango sardo è sorprendentemente PRIVO di alluminio e di bario. Ma c'è un sacco di ferro (2%). Terreno calcareo minerario?

Direi basta così.

Gianni Comoretto ha detto...

Ulteriore problema logico.

Come mai le scie sono chimiche secondo i sostenitori della teoria? Perché persistono in quota. Restano lassù, a millemila metri, per ore e ore formando reticoli tutti alla stessa quota.

Ma CONTEMPORANEAMENTE anche scendono, velocissime, al suolo. Difatti i giorni con le scie la gente si sente male, i gerani appassiscono, le pozzanghere sono piene di argilla (pardon, di alluminio). Non una settimana dopo, come ci si aspetterebbe visto la lentezza con cui scendono, ma il giorno stesso.

Allora decidetevi: rimangono in quota (sono persistenti, no?) o scendono?

markogts ha detto...

Gianni, avresti dovuto vedere la presentazione del Pattera a San Mauro Pascoli: ha mostrato un filmato di una scia di condensazione e, tre secondi dopo, senza "stacchi", una ragnatela che cade. Manco alla velocità del suono poteva scendere per arrivare così presto.

Nico ha detto...

Ognuno può CREDERE a quello che vuole. E' una libertà che nessuno può togliere.
Nelle questioni scientifiche (e questo è uno di quei casi) CREDERE non serve a niente. Servono PROVE.

In questo articolo è spiegato benissimo l'unico vero modo per trovare queste prove.

I ricordi sono soggettivi. 20 anni fa fare delle foto costava in pellicola e sviluppo, quindi la gente non spendeva soldi per fotografare le scie di condensa. Se anche oggi ci fossero quei costi, non ci sarebbero così tanti "furbetti" a propinare teorie (per le quali non vogliono avere risposte vere).

Il traffico aereo è più che triplicato nel giro degli ultimi 20 anni, perchè i motori consumano meno e i viaggi altrettanto. Più aerei, più scie. Scie che esistono da poco dopo la prima guerra mondiale (http://science-edu.larc.nasa.gov/GLOBE/history.html).

Quindi uno può CREDERE e uno può CHIEDERE prove. Io personalmente ho un blog perchè chi sta divulgando la teoria del complotto maligno, lo fa con materiale falso, costruendo video finti, istigando altre persone a fare del male a intere categorie di lavoratori del reparto aeronautico. Per me contrastare questi potenziali pericoli per salvaguardare la vita di innocenti è motivo sufficiente per dedicare parte del mio tempo libero.

Ognuno è libero di fare come vuole.

markogts ha detto...

Anonimo, stai facendo un ragionamento circolare: oggi alcuni si sono fissati con la bufala delle scie chimiche e fotografano il cielo mane e sera, dunque ci sono più foto di prima e dunque uno si fissa con la bufala delle scie chimiche.

Le scie ci sono dal 1920 circa, i primi studi sul fenomeno sono degli anni 40, lo studio più importante è di Appleman nel 53. Negli ultimi anni ci sono stati tre fenomeni che hanno contribuito ad avere più scie: crescita del traffico aereo grazie alle liberalizzazioni (vent'anni fa la Ryanair non esisteva), motori più efficienti che fanno più scie e la regola RSVM.

Sul perché ci sia gente come me e Nico, vai sul blog di BigRedCat e cerca i commenti al post "io, disinformatore"

Pluto ha detto...

Ottimo articolo! Complimenti.
Una domanda sola: a cosa é dovuto quell´1% di metalli sul particolato, costituito da Fe 78%, Cr 17%, Ni 5%?
Mi sembra una percentuale eccessiva se imputata alla corrosione del motore.
Un saluto a tutti gli StrakerEnemies in gita qua da te!

Deus Vult ha detto...

readifCoglionazzi dei miei stivali e vi siete soffermati alle due G......


Amen




Soldato Di Cristo


Proseguite con le vostre bestemmie.....

Acciuga ha detto...

Vorrei anche aggiungere che i disinformatori o complottisti che siano creano anche un notevole danno d'immagine a chi nella scienza, scusate il termine, si fa il culo, tanto che ad oggi "chimica" è sinonimo di sporco o di cosa che fa male. Al punto che dai piani alti si vuole eliminare il termine chimica (chemistry) e sostituirlo con scienze chimiche (chemical sciences). Io e i miei colleghi siamo invece ancora fieri di essere chimici e di studiare la chimica.
Grazie per il bel post.

DanieleD ha detto...

Ahahah Deus Vult, suggerisco moderazione quando si parla con chi le cose le sa.

Pensieri disconnessi ha detto...

Grazie.
Stavo cercando nuove risposte ai miei quesiti.

Ex credete in scie chimiche, con ancora qualche dubbio, su strani video dove si vede un aereo che spegne e accende le valvole per far fuori uscire strane scie di condensazione.
Ok, almeno sappiamo che contengono normali quantità di cose che ci si aspetta che sia.

Ottimo lavoro.

Massy Biagio ha detto...

I want to believe.
Non ce n'è;
le scie chimiche sono diventate, con il tempo, un Credo, quindi i Tuoi sforzi ( apprezzati da me) sono praticamente inutili.
Sorry.

Simone ha detto...

Caro Massi, sono d'accordo con te, ma i miei sforzi non servono per convincere chi "crede". Servono, piuttosto, ad informare chi è nel dubbio e chi cerca risposte. Quindi non direi che sono "inutili" in senso assoluto. Mi rendo conto che alcuni non daranno comunque mai credito a quello che scrivo, ma non è un problema. Non voglio convertire la gente, vorrei solo fare corretta informazione. ^_^

A presto
Simone

fabri ha detto...

Complimenti Simone, questo articolo ancora non l'avevo letto.
Grazie