giovedì 10 novembre 2011
Di nuovo i capelli d'angelo
Colgo comunque l'occasione per fare un riassunto del fenomeno: si tratta di filamenti che compaiono tipicamente tra l'ultima settimana di Ottobre e le prime due di Novembre. Già nel 2009 avevo fatto una previsione:
"in un periodo variabile tra l'ultima settimana di Ottobre e i primi 10 giorni di Novembre faranno la loro usuale comparsa questi filamenti."
Verificata poi il 25 Ottobre e giorni seguenti. La previsione è stata verificata anche quest'anno, difficile quindi sostenere che si tratti di un fenomeno artificiale: come avrei potuto prevedere per a distanza di 24 mesi un evento artificiale?
La realtà è che si tratta di un tipico evento stagionale che si verifica durante una giornata di sole autunnale, solitamente successiva ad un periodo di pioggia.
C'è da dire che anche nel 2008 avevo mostrato un filmato di questo fenomeno che guarda caso è datato 8 Novembre. Insomma ogni anno è la stessa storia e ho tenuto traccia online di tutto ciò da almeno 4 anni. C'è chi però sta facendo di meglio: il CISU da molti più anni sta tenendo un archivio della caduta di questi filamenti mostrando che la stagionalità del fenomeno è assolitamente indiscutibile.
Dal 2004 ho condotto una serie di analisi chimiche sui filamenti racconti che hanno portato alla conclusione che si tratta di seta, in particolare di tela di ragno utilizzata dai piccoli aracnidi per migrare e colonizzare nuove zone. Il fenomeno è detto ballooning e descrive la tecnica, decisamente stupefacente, utilizzata da alcuni artropodi per spostarsi tessendo una specie di paracadute di seta che viene poi sollevato anche da deboli brezze. I ragni attaccati al "paracadute" possono viaggiare per decine e decine di chilometri e possono raggiungere anche quote di qualche chilometro.
Nulla di misterioso, quindi, ma solo l'ennesimo spettacolo della natura, che può sorprenderci anche senza dover per forza tirare in ballo forze occulte o alieni.
sabato 20 agosto 2011
Come buttare i soldi...con moderazione
Per chi segue da tempo lo sviluppo del complotto delle scie chimiche in rete avrà ben chiari i due piloni portanti che contraddistinguono i sostenitori di questa teoria:
- Accusare chiunque non la pensi allo stesso modo di essere al soldo del "governo ladro" che utilizza i soldi delle tasse, pagati da loro piccoli risparmiatori, per avvelenarli
- Sbattere via i loro risparmi, di piccoli risparmiatori, per una serie di iniziative completamente inutili (vedi acquisto di telemetri o per analisi chimiche)
Dopo gli innumerevoli tentativi di far analizzare l'acqua piovana e le centinaia di euro spese per trovare qualcosa di anomalo, l'unico risultato è stato quello di fornire agli scettici una serie di analisi chimiche assolutamente normali che, se non altro, dimostrano che nessuna di quelle sostanze è rilasciata in atmosfera.
Speravo quindi che ormai la lezione fosse chiara e avessero accantonato questa strada per continuare a chiacchierare del colore del cielo e inveire contro i piloti. Credevo che avessero imparato che i soldi conviene metterli da parte per usarli in "real life".
Le mie speranze sono state in parte deluse: grazie ad una segnalazione di Nico Murdock, scopro che il blog "Il cielo su Firenze" ha postato delle nuove analisi chimiche (backup) su acqua piovana raccolta del Luglio 2011; risultato? Ok lo sapete già: per l'ennesima volta è solo acqua piovana.
Nel commento che segue uno si aspetterebbe un ammissione del tipo "abbiamo fatto le analisi e l'acqua in effetti non presenta anomalie e i metalli disciolti sono molto al di sotto dei limiti di legge", ma conoscendo i complottisti si impara a non farsi troppe illusioni. Il commento glissa completamente sul significato dei risultati:
"Ecco qua,
Da non molto tempo i valori dell’alluminio presenti nell’acqua potabile sono stati alzato da 50 a 200.
Invece gli specialisti del laboratorio mi hanno detto che non esiste un tetto per il bario che deve essere assente.
Hanno provato ad insinuare che l’acqua fosse stata presa da una pozzanghera e si fosse ‘contaminata’ dal bario….. ma non è così."
Per puro diletto sono andato a cercare quali siano i veri limiti dei vari contaminanti per l'acqua per uso umano e, indovina un po', i limiti per l'alluminio sono costanti a 200 ppb dall'88. La legge dell'88 però riporta il valore di 50 ppb come livello ideale da raggiungere. Nella pioggia l'alluminio era presente con 20 ppb, quindi non solo è 10 volte inferiore al limite, ma è anche ben al di sotto della soglia ideale a cui il legislatore voleva giungere per l'acqua potabile.
Come minimo si dovrebbe concludere che l'alluminio non è fra le sostanze rilasciate dalle presunte scie chimiche, beh speriamo che sia finalmente chiaro.
Il bario invece dovrebbe essere assente nelle acque potabili, ma loro hanno raccolto pioggia, non acqua del rubinetto e non è una novità che la pioggia non sia propriamente potabile. Infatti in ambito chimico-analitico si parla di acque di prima pioggia, che identifica una quantità non trascurabile di acqua che cade durante le prime fasi della precipitazione e che risulta essere la più inquinata. Inoltre la tossicità del bario dipende dalla solubilità del sale in acqua e l'analisi non ci daquesta informazione, ma molto probabilmente si tratta di carbonati o solfati, assolutamente insolubili e quindi poco tossici.In ogni caso, anche se si trattasse di uno dei composti solubili, ad esempio il cloruro di bario, la dose letale (LD50) sarebbe 118mg/kg, ovvero 8 grammi per un uomo di 70 kg. In quell'acqua erano presenti 4 microgrammi per litro ovvero 0,000004 g in ogni litro di pioggia. Per raggiungere anche solo un centesimo della dose letale una persona dovrebbe bere in poche ore 200 litri di acqua!
Il bario è estremamente abbondante sia nella crosta terrestre che nelle acque. Basti pensare che la quantità stimata di bario negli oceani ammonta a 13 microgrammi per litro, ben tre volte superiore a quanto trovato dai nostri novelli "piccoli chimici".
Insomma, ancora una volta soldi buttati, ma quanto costa un analisi del genere? Lo dicono gli stessi gestori del blog: 20 euro...questi sono i "ricercatori indipendenti" che dovrebbero svelare il misterioso complotto. Nonostante l'elenco delle presunte sostanze contenute nelle scie chimiche siano pari a quelle citate nella celebre (tra i chimici) canzone di Tom Lehrer, quando si fa l'analisi dell'acqua si spendono 20 euro per due elementi a casaccio...beh forse in fondo la lezione l'hanno imparata davvero.
sabato 13 agosto 2011
Il Discepolo negligente
Finalmente ho terminato la lettura de "Il Discepolo", una rivista voluta dalla Draco Edizioni in collaborazione con un'associazione per la diffusione dello Yoga. Come sapete sono entrato in possesso di questa rivista grazie alle varie spie che l'NWO ha disseminato in ogni paese del mondo. La rivista risale all'Ottobe 2010 e contiene una trentina di pagine interamente dedicate alle scie chimiche. Già il sito è tutto da gustare, personalmente ho trovato carinissimo lo slogan:
"E’ un porto sicuro per tutti coloro che cercano la Via, la Verità e la Vita. Nel tempo tutto cambia e niente cambia. Le realtà essenziali della vita rimangono fedeli a Ciò che tutto pervade e nel tempo cambiano solo i modi che lo spirito usa nel suo pellegrinaggio tra le pieghe della materia. Nel verbo fatto carne si compie la parabola del figliuol prodigo che ritornerà nella casa del Padre. Questa rivista vuole solo prendere atto dei modi diversi oggi necessari a esprimere bene le immutabili verità dell’antica saggezza esoterica. Questo spazio vuole essere utile a tutti i pellegrini che nel loro viaggiare hanno rivolto gli occhi verso la casa in cui sono nati. Che il Potere del Padre, l’Amore del Figlio e la Sapienza dello Spirito Santo ci uniscano in un’unica Vita."
Invidio tantissimo le persone che sanno occupare così tanto spazio con concetti che fatico ad afferrare.
La rivista si divide in 11 articoli il cui autore non è specificato, l'unico nome rintracciabile e quello di Massimo Rodolfi, fondatore della Draco Edizioni, e autore del primo articolo: "Vorrei indietro il mondo...".
Si tratta di un editoriale con un sapore nostalgico sui "bei vecchi tempi" dentro il quale vengono intervallati dei piccoli riferimenti alle scie chimiche, la cui esistenza è provata dall'inconfutabile esperimento "alzate gli occhi al cielo!!". Ho molto apprezzato il velato riferimento a me e alle mie indagini sui filamenti autunnali, peccato non venire citati per nome e cognome o nelle fonti:
"C'è chi, sfidando ogni limite intellettivo possibile, sostiene che sia una specie di ragni volanti a rilasciare questi polimeri, difatti su queste montagne siamo praticamente invasi dal famoso ragno volante dell'Abetone, quello che ti prende per stupidone..."
Segue un'introduzione generale alla teoria delle scie chimiche, tuttavia vengono già introdotti tutti i ben noti elementi narrativi che verranno utilizzati più avanti:
- Attribuire ai nomi dei sostenitori una serie di titoli a casaccio giusto per fare scena; quando più avanti ho visto scritto il "dott. Rosario Marcianò" non ho potuto trattenere una risata.
- Supportare fatti inventati con notizie vere: le scie sono rilasciate da aerei non identificati, un sindacato italiano lamenta del traffico sconosciuto (in realtà parla di voli turistici), quindi le scie chimiche esistono.
- Usare paroloni scientifici a casaccio: personalmente ho trovato geniale la frase "[...]combinare delle onde stazionarie giganti con raggi a microonde capaci di influenzare il cervello umano[...]
Più volte durante la lettura mi sono fermato per annotare parti degne di nota da riportare in questo articolo, ma al termine delle 30 pagine erano veramente troppe. Si trovano, comunque, tutti i grandi classici: l'analisi di Pattera che trova nella pioggia "81% di biossido di silicio, l'8% di fluoruro di calcio, il 6% di calcio carbonato, il 2% di calcio solfato e il 2% di idrossido di ferro"; il tutto per un totale di 99%, rimane un 1% di sostanza misteriosa che speriamo sia acqua. Evidentemente quel giorno stava piovendo ghiaia.
C'è addirittura un intero articolo sui filamenti misteriosi nei quale viene riportato molto dettagliatamente il report di Pattera, già discusso in questo blog, dove si capiva che tutte le evidenze portavano a confermare l'origine "ragnesca dei filamenti", purtroppo tutto il discorso scientifico viene cassato con un "Ma che senso ha parlare di "fili di seta volante"?" per lasciare spazio alle solite speculazioni pro-complotto.
Passando per i soliti Owning the Weather e accordi Italia-USA sul clima, si giunge ad un articolo dedicato alle "innocue velature" nel quale Domenico Azzone (che viene continuamente definito meteorologo anche se lui stesso si definisce "tecnico (in congedo) del Sevizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana") ci delizia dicendo che:
"[...] la maggior parte delle scie è vista verificarsi durante la mattinata (dalle ore 6/7 alle 13) e in posizione contro il Sole e molto spesso in un cielo terso[...]"
Ora, per essere meteorologi si dovrebbe avere una laurea in qualche materia scientifica. Se Azzone è realmente un esperto meteo, come diavolo è possibile che non capisca che non è possibile fare una scia davanti al Sole e che dipende dal punto di vista dell'osservatore?
Ma queste persone quando vanno al mare e aprono l'ombrellone "in posizione contro il Sole", pensano di gettare l'oscurità su mezzo pianeta?
Ovviamente non ci si dimentica di HAARP al quale si attribuiscono eventi di ogni tipo, ma le perle migliori si trovano nell'articolo successivo intitolato: Alcuni fatti "oggettivi".
Interessante che "oggettivi" sia stato messo tra virgolette, probabilmente parlare di qualcosa di oggettivo (senza virgolette) era veramente troppo impegnativo. Comunque in questo articolo se ne dicono di tutti i colori, sono trasalito quando ho letto questa frase:
"Per quanto riguarda invece il bario, i suoi effetti sulla salute dipendono dalla solubilità dei suoi composti in acqua [O_O]: i composti di bario che si dissolvono in acqua come i solfati e d i carbonati possono essere nocivi per la nostra salute"
Capisco che per i non-chimici questa frase possa suonare sterile, ma per chi, come me, utilizza quotidianamente il bario per purificare le acque da solfati e carbonati, la cosa suona estremamente ridicola e dimostra che chi scrive queste cosa non ha la più pallida idea di ciò di cui sta parlando. Il bario ha numerosissimi composti insolubili fra questi i macigni che non si sciolgono in acqua manco a prenderli a calci sono proprio i solfati e i carbonati.
Basti pensare che per scioglierne un grammo sono necessari oltre 100 litri di acqua!
Segue un report sull'economia degli OGM e si conclude in bellezza con il solito Morgellons.
In conclusione: una rivista assolutamente da leggere! Raccoglie numerosissimi scivoloni dei sostenitori della teoria delle scie ben ordinati e scritti nero su bianco. Una sorta di Bibbia da utilizzare ogni qual volta qualcuno cerca di cambiare le carte in tavola dicendo che certe cose non sono mai state dette.
giovedì 11 agosto 2011
Intervista sulle scie chimiche
In attesa di andare in vacanza sto anche leggendo la pubblicazione che l'agente dell'NWO ha ottenuto dal banchetto sulle scie chimiche qualche settimana fa. A breve un resoconto.
sabato 5 febbraio 2011
Mistero e Morgellons
Il 20 Gennaio è andata in onda una puntata di Mistero nella quale ampio spazio è stato dedicato alla Sindrome di Morgellons, una presunta patologia che farebbe uscire dei filamenti dalla pelle del malato.Il servizio, della durata di 20 minuti, è un qualcosa di difficilmente definibile, personalmente l'ho trovato a dir poco inguardabile.
Non posso quindi fare a meno di commentare brevemente le parti più scandalose.
L'intero servizio ruota intorno alle indagini (chimiche e mediche) fatte su Silvia, una ragazza che ritiene di essere affetta da Morgellons.
Studiando le affermazioni fatte su questa presunta patologia è interessante notare come sia sempre il paziente ad essere convinto di essere malato e non vi sia una vera e propria diagnosi da parte di un professionista (a parte rarissimi casi).
Dopo una divertente scena in cui Daniele Bossari esce da un dipartimento di chimica con una busta sigillata nemmeno si trattasse di analisi top secret, compare sulla scena un biologo. Purtroppo ha il volto oscurato,ma viene comunque presentato come Samuele V., nome che in qualche modo mi suona familiare.
La busta, finalmente aperta, rivela che il filamento preso dalla pelle di Silvia, altro non è che un pelo! Incredibile, che risultato stupefacente.
Ma a Samuele V. non la si fa: sulla base di alcune foto a basso ingrandimento, decreta il misterioso biologo, ci sono cose che non tornano. Ma i biologi non dovrebbero usare i microscopi per osservare le immagini ad alto ingrandimento?!
Spero che il nostro misterioso biologo abbia semplicemente confuso "alto ingrandimento" con "basso ingrandimento".
In alternativa Samuele V. sarebbe veramente convinto di poter confutare delle analisi chimiche semplicemente guardando un filamento da "da lontano".
Gaffe biologiche a parte, il mistero sembra risolto: quello che a prima vista sembrava un pelo è incredibilmente un pelo. Molto più sorprendente, però, è il numero di minuti dedicati da Mistero a questa vicenda.
Ci sono almeno altri 10 minuti di trasmissione da riempire e quindi Bossari ci fa presente che il mistero è ancora estremamente fitto.
La povera Silvia, che sicuramente vive un disagio importante, viene, finalmente, portata da un medico. Questo non prima di averle fatto commentare le analisi chimiche scoprendo che non è nemmeno la prima volta che i misteriosi filamenti si rivelano qualcosa di decisamente comune.
Nello studio medico viene evidenziato che le misteriose ferite sono dovute a grattamento e non sono presenti nei punti difficili da raggiungere, si tratta quindi di lesioni auto-inflitte. Chiaramente in questa condizione è normale osservare peli di varia origine incastrati alle ferite in fase di guarigione, inoltre a questo punto qualcuno nella redazione di Mistero avrebbe dovuto avere un minimo di decenza e fare un passo indietro: abbiamo due responsi che affermano l'assenza di qualsiasi anomalia. E' stata suggerita una tendenza all'autolesionismo della ragazza, con che coraggio si sfrutta ancora questa delicata situazione?
Domanda retorica perchè, ovviamente, il servizio prosegue.
Viene quindi spalmata sulle braccia della ragazza una crema alla melaleuca che dovrebbe far uscire i terribili filamenti. Il medico, molto professionalmente, controlla che non ci siano filamenti prima dell'esperimento così da avere un termine di confronto. Al termine dell'esperimento la ragazza si pulisce con un foglio di carta e un filamento "magicamente" sembra comparire. Musica da colpo di scena, fermo immagine inquietante: sulla pelle della ragazza c'è un pelo!! Impagabile la reazione del medico che liquida l'evento con un netto movimento della mano dicendo che si tratta semplicemente di un filamento appoggiato sulla pelle e non proveniente dall'interno del corpo di Silvia.
Nemmeno questo ferma Mistero, per loro le anomalie rimangono, altrimenti dovrebbero inventarsi qualcosa di nuovo per le altre puntate. Interessante anche il breve intervento di Pattera che suggerisce agli scettici di "guardare il cielo"; grazie non ci avevo mai pensato!
Al termine del servizio Bossari arriva addirittura a suggerire ai telespettatori di continuare a scrivere alla redazione. Saranno contenti i medici che grazie a Mistero avranno nuovi pazienti con auto-diagnosi sul Morgellons.
In conclusione vi riporto cosa riposi io a Silvia quando, anni fa, scrisse al Cicap:
"Gentile Silvia, Grazie per averci contattato. Purtroppo il Cicap non è l'associazione adatta a fornirle assitenza. Le uniche persone competenti a seguire il suo caso sono i medici a cui mi pare di capire si sia già rivolta. Il Morgellons non è una malattia nota e riconosciuta quindi il mio consiglio è di fidarsi dei medici professionisti e seguire i loro consigli."
Forse Silvia avrebbe fatto meglio a seguire il mio consiglio e fidarsi esclusivamente dei medici invece che affidarsi a Mistero.
domenica 25 luglio 2010
Le scie di condensazione aerodinamiche
Data l'ennesima figuraccia fatta dai sostenitori delle scie chimiche colgo l'occasione per trattare la questione delle scie di condensazione aerodinamiche.Si tratta di un tipo particolare di scie di condensazione, ben diverse dalle solite che siamo abituati a scorgere nei nostri cieli. La scia si forma lungo l'intero profilo alare, in particolare vicino alla fusoliera, e di frequente sviluppa iridescenze per diversi metri dopo il passaggio dell'aereo.
Il principio di formazione è molto semplice: l'aria umida che scorre sull'ala va incontro a repentine variazioni di pressione che portano alla rapida diminuzione della temperatura e quindi al congelamento dell'acqua in minuscoli cristalli di ghiaccio. Se l'umidità atmosferica è adeguata i cristalli possono crescere e persistere formando i cirri artificiali, tipici anche delle comuni scie di condensazione provocate dagli scarichi dei motori.
La caratteristica interessate di questo tipo di scie è che loro formazione avviene con temperature relativamente alte e per questo sono considerate "complementari" alle comuni scie di condensazione.
Alle medie latitudini il fenomeno delle scie di condensazione aerodinamiche in alta quota è raro, mentre è piuttosto frequente a quote molto basse, per esempio su aerei in fase di atterraggio.Gierens ha esaminato nel dettaglio la formazione di questo tipo di scie definendone le caratteristiche, il meccanismo e le condizioni di formazione concludendo che le scie aerodinamiche di alta quota sono visibili solo quando si hanno temperature relativamente alte (intorno ai -30°C)
e quindi quando le comuni scie di condensazione non possono formarsi.
Le iridescenze formate sono causate dallo scattering della luce solare che raggiunge i cristalli di ghiaccio. Sempre secondo Gierens, in condizioni di soprasaturazione rispetto al ghiaccio, i cristalli possono, con il passare del tempo, aumentare di dimensioni causando le iridescenze tipiche di questa particolare scia di condensazione.
Riassumendo esistono vari tipi di scie di condensazione e tutto si può dire fuorchè le scie aerodinamiche siano "anomale". La figuraccia fatta dai sostenitori delle scie chimiche è solo indice della loro scarsa volontà nel verificare le informazioni e la loro tendenza a prendere per buono tutto ciò che porta acqua al loro mulino. Basti pensare che nei vari commenti su You Tube qualcuno è riuscito anche a sostenere che questo tipo di scie non è mai esistito e nessuno ne ha mai parlato. Purtroppo (per i complottisti) anche questo è falso, basti pensare che già nel 1942 in un comunicato del NACA (National Advisory Committee for Aeronautics) si parlava di scie di condensazione aerodinamiche persitenti in alta quota.
Credo sia importante sottolineare come in quel documento si parlasse diffusamente anche degli altri tipi di scie e si allegassero le mappe di maggior probabilità di formazione a varie altitudini e in varie stagioni. Ancora una volta i più accaniti sostenitori del complotto si sono accorti di un fenomeno ben noto alla scienza con 70 anni di ritardo, vediamo se almeno questa volta ammetteranno l'errore o come al solito chiuderanno occhi e orecchie pur di non ammettere l'evidenza dei fatti.
venerdì 12 febbraio 2010
Analisi delle scie di condensazione
Chiunque si sia interessato al "dibattito" (visti certi toni utilizzati da alcune persone, le virgolette sono d'obbligo) scie chimiche/scie di condensazione si sarà sicuramente imbattuto nell'argomentazione riguardante le analisi. Chi crede al complotto delle scie chimiche è arrivato a spendere anche diverse centinaia di euro pur di far analizzare il contenuto di queste scie, purtroppo però i risultati fin ora giunti sono piuttosto deludenti: in primo luogo perché i campioni sono prelevati a terra e non direttamente dalla scia sospetta e in secondo luogo perché la gran parte delle analisi mostra il normale contenuto di elementi presenti nel terreno. A oggi nessun sostenitore del complotto ha mai provato a campionare direttamente una "scia chimica" in quota, affidando le proprie teorie ad analisi fatte su acqua piovana e su terreni (che, tra l'altro mostrano la composizione tipica dell'acqua piovana e del terreno).Fortunatamente però gli scienziati non si arrendono così facilmente come i sostenitori delle scie chimiche, infatti in letteratura si trovano numerosi lavori di analisi di scie direttamente in quota. I metodi per analizzare una scia sono sostanzialmente tre:
1- I satelliti
2- I LIDAR
3- Analisi direttamente in quota
I meteorologi e i fisici dell'atmosfera hanno analizzato le scie in ognuno di questi modi a partire già dagli anni '70. La letteratura che ho consultato è piuttosto vasta, riporterò in fondo una breve bibliografia con gli articoli più interessanti. Descriviamo brevemente i tre metodi: con i satelliti è possibile fotografare l'emissione luminosa di una scia. Già un lavoro del 1970, condotto su un B-17, mostrava come fosse possibile esaminare la composizione di una scia in base al suo spettro di emissione (per essere precisi hanno misurato la riflettanza). [1] Certamente qualcuno potrebbe obiettare che negli anni '70 le scie chimiche ancora non esistevano tuttavia è interessante notare come viene descritta la scia di condensazione analizzata:
"Durante il volo erano presenti numerose e persistenti contrails e si presentò l'opportunità di misurare la riflettanza di una contrail di recente formazione."
Insomma già ai tempi numerose scie persistenti solcavano i cieli e le analisi dimostravano che il contenuto era principalmente acqua. Su un fenomeno simile si basa un lavoro del 1988 nel quale è usato un satellite per registrare l'emissione di una scia di condensazione nello spettro IR. [2] Anche in questo caso si fa riferimento alle scie persistenti e non persistenti e alla loro interazione con altri tipi di nubi alte quali i cirri.
Il LIDAR (Laser Imaging Detection and Ranging) è forse uno strumento ancora più potente del satellite perché permette di analizzare da terra una parte ben definita di atmosfera. Per esempio un articolo del 2004 sembra essere creato apposta per rispondere ai sostenitori dell'esistenza delle scie chimiche.[3] In questo lavoro i ricercatori iniziano fotografando alcune scie di condensazione quasi per gioco, poi hanno una brillante idea: recuperano le foto satellitari della zona e correlano le scie fotografate, con quelle del satellite. Ai dati ottenuti da questo confronti vengono aggiunti quelli provenienti dal LIDAR, il quale, grazie al suo fascio laser, è in grado di misurare quota, composizione, dimensione dei cristalli di ghiaccio, direzione del vento e persino le caratteristiche del ghiaccio in ricaduta verso il suolo. Lo scopo di tutto ciò? Correlare ogni scia a un preciso volo. Grazie ad un database sono riusciti a risalire al volo che ha generato le varie scie e a capire a che ora sono state rilasciate. Anche in questo caso si fa riferimento alla persistenza per diverse ore.
Bravi questi scienziati, ma fino ad ora nessuno è mai andato in quota a prelevare campioni, o forse si?
In effetti sono numerosi anche gli articoli che trattano di campionamenti in quota con particolari apparecchiature in grado non solo di misurare l'umidità all'interno di una scia di condensazione, ma persino di separare l'acqua (frazione volatile) dai componenti non volatili. In questo tipo di campionamenti se nella scia fossero stati presenti bario, alluminio o funghi come sostenuto da chi crede nelle scie chimiche le analisi li avrebbero rilevati. Questo non solo esclude che il carburante possa essere contaminato, ma persino che esistano dei serbatoi nascosti che mischiano misteriose sostanze alla scia di condensazione. [4][5][6][7]
Dopo aver letto tutto questo, mi sembrano insignificanti le analisi delle foglie di piante ornamentali o del terreno fatte dai sostenitori del complotto, eppure queste analisi sono pubblicate, sarebbe bastato chiedere a un meteorologo o approfondire personalmente per scoprire che qualcuno si era già posto il problema di esaminare il contenuto di quelle scie bianche. Ancora una volta appare chiaro come, se mai ci fosse un complotto, non sarebbero certo i "complottisti da blog" ad accorgersene. La vera spina nel fianco di ipotetici cospiratori sarebbero proprio quegli scienziati che tanto sono denigrati.
AGGIORNAMENTO 13/02/2010
Mi rendo conto di aver lasciato molti con la curiosità di ciò che è stato trovato nelle scie di condensazione. Era chiaro che non ci fossero le sostanze ipotizzate dai sostenitori del complotto, ma cosa c'è in una scia di condensazione oltre all'acqua? Prima di tutto è importante segnalare che le dimensioni del particolato analizzato arrivano fino a 0,1 micron (ovvero PM 0,1). Le sostanze non volatili possono essere classificate in carbone (che ne costituisce la maggior frazione) e metalli vari. Questi ultimi sono costituiti da Ferro, Cromo e Nichel nella percentuale tipica dell'acciaio inossidabile. In alcuni lavori sono stati ritrovati anche nitrati e acido solforico. Il riferimento [6] (se riuscite a leggerlo) è un buon riassunto di tutti gli altri riferimenti con dettagliata spiegazione del meccanismo di formazione delle varie specie chimiche a seguito della combustione. In ultimo viene esclusa la presenza di silicio all'interno delle contrails, cosa invece presente normalmente nei cirri, ovvero esattamente il contrario di ciò che hanno sempre sostenuto i complottisti.
Bibliografia :
[1] W.A. Hovis; Infrared Reflectance of High Altitude Clouds; Applied Optics; 1970
[2] T.F.Lee; Jet Contrail identification using the AVHRR Infrared Split Window; J. Appl. Meteor.; 1988
[3] D. Atlas; Contrails to Cirrus; J. Appl. Meteor.; 2004
[4] R. S. Gao; Measurements of relative humidity in a persistent contrail; Atmospheric Environment; 2006
[5] A. Petzold; Elemental composition and morphology of ice-crystal residual particles in cirrus clouds and contrails; Atmospheric Research; 1998
[6] B. Karcher; Aviation-Produced Aerosols and Contrails; Survey in Geophysics; 1999
[7] C. H. Twohy; Electron microscope analysis of residual particles from aircraft contrails; Geophysical Research Letters; 1998
sabato 12 dicembre 2009
"Mistero" e le scie chimiche
La trasmissione di Ruggeri si era già "brillantemente" distinta per lo speciale sui complotti lunari, ma ovviamente al peggio non c'è mai fine e infatti ieri sera (11/12/2009) Ruggeri ci "rende edotti" sul diabolico sistema HAARP e sulla sua correlazione con le famigerate scie chimiche.Ruggeri parte subito male sostenendo che:
"Alcuni hacker si sono introdotti nel sito della University of East Anglia in Gran Bretagna e hanno scoperto che una serie di informazioni sono state contraffatte, esasperate per cercare di suffragare l'ipotesi di un pianeta sull'orlo del collasso, addirittura un ricercatore ha esplicitamente usato il termine "trick", trucco"
Questo è semplicemente falso. Le informazioni di cui parla Ruggeri sono state estrapolate da messaggi privati di ricercatori della Climate Research Unit (CRU). Non vi è prova di alcuna manipolazione o contraffazione, si tratta "solamente" di mail private che ovviamente riportano dialoghi informati tra i vari ricercatori coinvolti. Una buona trattazione di quanto è avvenuto la si trova sul sito Realclimate.
Certo che se si vuole fare colpo su un pubblico poco competente in materia di dice "un ricercatore ha esplicitamente usato il termine "trick"" omettendo che il termine trucco, in una mail privata, può essere usato in decine di contesti diversi e non necessariamente per indicare un imbroglio.
Praticamente è come se un ladro entrasse in casa nostra e, trovandoci dei coltelli, ci accusasse di essere degli assassini.
Parte un filmato, con musica accattivante, che inizia a parlare di Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program) sostenendo che nessuno sa che ricerche si facciano in questo misterioso luogo. Seguono una serie di "si dice" ipotizzando le applicazione più fantascientifiche. In effetti a parte il nome che già spiega l'argomento della ricerca, c'è "solo" un sito ufficiale, dove ci sono "solamente" tutti i dati raccolti da Haarp e le foto dell'impianto.
Seguono una serie di domande completamente assurde le cui risposte si trovano sempre sul sito di Haarp sotto la voce "learn", verbo che in questo contesto sembra essere provvidenzialmente usato all'imperativo.
Solo alcune sono le perle da sottolineare all'interno di questi 20 minuti di affermazioni "a casaccio".
La prima è il continuare a ribadire che il buco nello strato di ozono è proprio sopra l'impianto Haarp, un caso? Il filmato lascia intendere che ci sia un rapporto causa-effetto, ma chiunque abbia una vaga idea di cosa sia il buco nell'ozono saprà che è molto esteso, che si trova anche nell'emisfero Sud del globo e che si sviluppa intorno ai poli. Insomma è come insinuare che Haarp sia colpevole di far nevicare perchè proprio in Alaska nevica spesso.
Il filmato continua parlando di scie chimiche:
"[...] tracce bianche che paiono non avere nulla a che fare con le normali scie di condensazione degli aerei. Scie larghe che si incrociano tra loro creando veri e propri reticolati persistenti anche per ore, che invece di dissolversi si espandono. Alcune scie si diradano in alcuni tratti, ma permangono in altri. Un fenomeno improbabile se si trattasse di semplice vapore acqueo"
Quindi se due aerei incrociano la propria rotta allora sono aerei chimici. Se ne deduce che tutti gli aerei di linea viaggiano paralleli e le rotte sono tutte rette parallele intorno al mondo. Inoltre se la scia persiste per ore è chimica, ma anche se si dirada in alcuni tratti è chimica. Ragazzi questi sono veramente troppo furbi, hanno sicuramente capito tutto e pensare che io avrei detto che questo comportamento di persistenza a tratti è proprio tipico del vapore acqueo, ma cosa volete, sono solo un laureato in chimica, ci pensa Mistero a insegnarci la scienza.
Seguono interviste "illustri" come al fisico Eastlund, quello ha brevettato un sistema per usare le onde radio come arma. Ricordiamo per i meno attenti che nel brevetto di Eastlund non ci sono dettagli tecnici per la realizzazione del progetto e che comunque si fa riferimento a potenze 100.000 volte superiori a quelle usate da Haarp, ma questo non interessa a Mistero che fa passare Eastlund come l'inventore di Haarp.
Segue poi Jerry Smith presentato come ricercatore, ma che in realtà è uno scrittore e infine Bill Brumbaugh niente meno che l'inventore della teoria delle scie chimiche nel 1995 che ci regala perle come "chi ci assicura che non sia stato creato [Haarp] per farci il lavaggio del cervello?"
Fin qui abbiamo scherzato, ma Mistero non scherza e conclude affermando che è "opinione comune" che i CFC siano i responsabili del buco nell'ozono e prosegue:
"Se non fossero questi i responsabili? Almeno non i principali? E' solo una coincidenza che il buco più ampio nell'ozono sia sopra la calotta artica? Gli esperimenti dell'Haarp potrebbero aver causato o accelerato questo processo?"
In una società in cui le scuole dovrebbero educare i ragazzi, futuri genitori, a rispettare la Terra, l'ambiente e a non inquinare o comunque ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica e sostanze nocive, Mistero in prima serata si prende la responsabilità di insinuare il dubbio che sia tutta colpa dei militari.
Ma certo! Inquiniamo e sporchiamo ovunque tanto sono tutte bufale quelle sull'inquinamento, è tutta colpa di Haarp. Gli scienziati che da anni studiano l'effetto dei CFC sull'ozono? Degli stupidi quando non dei venduti.
Quali conseguenze avrà questo messaggio sui ragazzi che ieri guardavano Italia 1?
Preferisco non pensarci, ma spero prima o poi di poter avere un faccia a faccia con Ruggeri, anche informale, dove potergli spiegare, nel caso non se ne sia ancora reso conto, ciò che sta facendo presentando una trasmissione di tale livello.