venerdì 10 dicembre 2010

Lunedì 13 Dicembre a Como

Lunedì 13 Dicembre a Parè (CO) si terrà una conferenza a 3 voci sulle leggende metropolitane, per chi viene ci vediamo lì:

Leggende metropolitane
Tassi assassini, scie chimiche e molto altro...

Nella società contemporanea circolano frequentemente "voci" e "storie" al limite dell'incredibile: tassi assassini, rock star che simulano la propria morte, scie tossiche rilasciate da aerei militari... Queste vicende, riprese su internet e sui media, vengono trattate in maniera acritica e superficiale, ma quante corrispondono alla realtà? Come nascono e si diffondono queste moderne leggende?

Con:

Simone Angioni - Chimico, Università di Pavia, CICAP
Scie Chimiche: tracce nel cielo

Fabio Caironi - giornalista e scrittore
Se Paul è morto ed Elvis è vivo... come sta Lady Gaga?
(leggende musicali da Mozart a oggi)

Giorgio Castiglioni - bibliotecario, redattore di Mah
Tassi assassini e insetti da assalto: animali da leggenda (metropolitana)


presso il Municipio di Parè (CO)
Piazza della Chiesa, 1
Ingresso libero


sabato 13 novembre 2010

L’AUTUNNO DELL’ASTROLOGIA.

Dopo un mese di assenza riprendo a curare questo blog. Ci sono alcune novità e tempo permettendo cercherò di raccontarle nei prossimi interventi. Incomincio presentandovi, a due anni da “Oroscopi e Cannocchiali”, il nuovo libro di Andrea Albini che vuole essere la continuazione e la conclusione del primo:

"L’AUTUNNO DELL’ASTROLOGIA.
Il declino scien
tifico del discorso sulle stelle da Copernico ai giorni nostri"


L’astrologia è una pratica con sorprendenti capacità di trasformazione ed adattamento, e come argomento scientifico riuscì a sopravvivere per qualche tempo anche alla teoria eliocentrica di Copernico e alle scoperte al telescopio di Galileo. Il suo declino fu lento perché,anche se il modello teorico entrò in crisi, quello operativo non ne risentì: Keplero pensò che l’astrologia potesse essere riformata, e nella seconda metà del Seicento un certo numero di astrologi cercarono di adeguare la loro arte alla nuova scienza sperimentale.
Ancora nel Settecento – in pieno Illuminismo – l’astrologia ebbe una debole sopravvivenza residuale nel campo della medicina e della meteorologia.

In seguito, come scienza, l’astrologia fu completamente screditata e sopravvisse prevalentemente negli almanacchi popolari. Ma già a fine Ottocento fu recuperata dall’occultismo e, nel secolo successivo, prima dagli studi sulla simbologia e il mito nella storia dell’arte e poi dal
pensiero junghiano. Il tutto confluì nel pensiero del New Age, in cui l’astrologia ha un suo ruolo accanto ad altre discipline alternative e una valenza millenaristica. Come scienza legittima, però, non riuscì più a risollevarsi. Per secoli fu considerata irrilevante e lasciata da parte da astronomi e scienziati, oppure combattuta con armi retoriche.
Sorprendentemente, solo nell’ultimo secolo sono stati messi a punto una serie di studi che hanno dimostrato «scientificamente» che l’astrologia non è una scienza. Ma forse è stata fatica sprecata: le ragioni del successo di questa pratica non sono unicamente logico-razionali e non
si misurano in termini di efficacia.



In Appendice, le gustose beffe dell’astronomo secentesco Geminiano Montanari e di Isaac Bickerstaff (alias Jonathan Swift) autori di falsi almanacchi che individuano le aporie e le difficoltà di una disciplina in affanno.
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ANDREA ALBINI (Pavia, 1962) tecnico presso l’Università di Pavia, autore di una serie di lavori scientifici, si occupa anche di divulgazione scientifica e ha collaborato con quotidiani e riviste
nazionali su argomenti di storia della scienza e della tecnologia. È consulente tecnico-scientifico del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale). È autore di Oroscopi e Cannocchiali (Avverbi, 2008), Le Voci di Giovanna d’Arco (Avverbi, 2007) e, con Luigi Garlaschelli, di Rabdomanzia (Avverbi, 2005).

domenica 3 ottobre 2010

Resoconto sul confronto Angioni-Pattera (UPD 3.00 08102010)

Eccomi di ritorno da Cesena e pronto a raccontarvi o dettagli del tanto atteso confronto tra me e Giorgio Pattera. Purtroppo il tempo è tiranno quindi aggiornerò questo post man mano che trovo il tempo per aggiungere particolari.
Prima di tutto devo ringraziare gli organizzatori: Antonio Sarpieri, Assessore alla Cultura del Comune di Savignano sul Rubicone; On. Sandro Brandolini e il Sindaco di San Mauro Pascoli: Miro Gori.
Si comincia con un po' di ritardo, la sala è piena, direi almeno un centinaio di persone. Solo in seguito si capirà che gran parte dei presenti è vistosamente a favore della teoria delle scie chimiche.
Dopo una brevissima introduzione fatta da Giuliano Marrucci, moderatore della serata, Giorgio Pattera incomincia con la sua presentazione spiegando cosa sono le scie di condensazione.

Subito si comincia con i famosi 3 parametri per la formazione delle scie: 8000 metri di quota; 70% di umidità e -40°C. Per dimostrare che non sono inventati mostra rapidaente le citazioni originali della NASA, che però non dicono ciò che lui sostiene. Guardate l'immagine di lato e noterete che il 70% di umidità non è affatto presente e l'ormai famoso "usually" prima di 8000 m. Insomma Pattera si smentisce da solo, purtroppo dubito che il pubblico se ne sia accorto.
Pochi secondi dopo Pattera legge un'altra affermazione assai discutibile:

"Pertanto, una scia di condensazione non può essere molto lunga e, soprattutto, non può essere molto larga.Una scia di condensazione persistente è una scia che dura al massimo un paio di minuti, una scia non persistente dura circa 30-50 secondi"

Non credevo ai miei occhi: una frase così, buttata a caso e non supportata da nessuna fonte o riferimento. Questo non è sfuggito a Marrucci che appena ne ha avuto occasione ha chiesto da dove derivassero condizioni e durata delle scie. Pattera risponde che derivano dal grafico di Appleman e lo mostra innocentemente al pubblico. Sono allibito, non riesco a credere che stia proiettando il grafico che dice l'esatto opposto di quanto ha appena affermato, con tanta naturalezza e tranquillità.
Pochi secondi dopo ho l'onere/onore di spiegare cosa sosteneva realmente Appleman direttamente dal grafico proiettato da Pattera.

La relazione di Pattera continua presentando varie interrogazioni parlamentari, tuttavia omette le varie risposte del Governo ad esempio la seguente frase:

"Dall'esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web. specialistici non è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche. I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, risultano carenti dal punto di vista scientifico."

Inoltre dimentica di dire che nell'interrogazione presentata da Di Pietro risulta chiaro che quest'ultimo non sa di cosa sta parlando:

"le scie chimiche sono residui della combustione lasciati in alta quota dagli aerei. "

Non c'è dubbio che sia comodo mostrare paginate su paginate piene di scritte, il pubblico non potrebbe mai far in tempo a leggerne il contenuto e deve per forza fidarsi di quello che dice il relatore. Abbiamo già visto che fidarsi della parola di Pattera è quanto mai inopportuno, fortunatamente c'è un video e chiunque può verificare personalmente il materiale presentato.

Segue una curiosa lettera che dovrebbe provenire da Di Pietro in persona, tuttavia non ci è dato sapere se quello scritto sia originale o meno. Non sono presenti riferimenti di alcun tipo ed è persino censurato il nome del destinatario della missiva. Il tono della presunta mail di Di Pietro è molto diverso dall'interrogazione e questo suona decisamente strano. Inoltre la mail, inviata il 19 Settembre 2008, non fa alcun riferimento all'interrogazione parlamentare presentata solo due giorni prima, ma anzi si conclude con un curioso:

"[...]cercherò di indirizzare l'attenzione dei parlamentari sul problema delle "chemtrails""

Peccato che l'abbia appena fatto 2 giorni prima con un'interrogazione a risposta scritta.
Insomma siamo di nuovo davanti ad una carenza di rigore nel presentare le prove e inoltre, anche ammettendo che la mail sia originale, cosa dimostra? Che Di Pietro crede alle scie chimiche? E quindi? Se queste sono le prove migliori direi che possiamo dormire sonni tranquilli.

In generale tutta la relazione di Pattera si basa sul principio di autorità, ovvero che le scie esistono non perchè ci sono prove oggettive, ma perchè il tizio X che ricopre un ruolo importante ne è convinto.
Segue un documento che non c'entra nulla e che mostra un accordo per vietare la modificazione del tempo meteorologico sul territorio nemico. Il documento è del 1977 e fu approvato poco dopo la fine della guerra del Vietnam. Il motivo è facilmente immaginabile, durante la guerra gli Stati Uniti avevano fatto esperimenti di modificazione del tempo atmosferico sul Vietnam, il progetto era chiamato Popeye ed è ovvio che, se avesse avuto successo, avrebbe potuto diventare una potente arma di distruzione di massa. Ancora una volta la "prova" è inconcludente: vietare l'uso di armi per provocare alluvioni artificiali non dimostra che tali armi esistano, serve solo a sancire un principio.

Viene poi presentato il solito documento Owning the Weather di cui si è ampiamente parlato qui. Il documento è un lavoro di fantasia e comunque prevede, entro il 2025, la modificazione del tempo meteorologico su una scala inferiore a 200 km2. A lato trovate una mappa che mostra quanto sono 200 km2 e queste sono le stime riportate in un documento di fantasia. Come si dice "tra il dire e il fare..."
Lo stesso discorso si può fare per l'accordo Italia-USA presentato poco dopo, con la differenza che in quel caso non si parla nemmeno di modificazione del tempo, ma di sottoporre alcune culture a stress ambientali.


Pattera conclude sostenendo che la tecnologia per la modificazione climatica esista eppure ha solo postato documenti che dicono il contrario. Persino in quelli che riportano ottimistici viaggi di fantasia è evidente quando sia assurdo pensare ad una modificazione climatica globale. Ancora una volta, per rendere vera un'affermazione, basta farla mostrando paginate e paginate di documenti che nessuno si leggerà mai.

UPD 3.00

Sulla parte delle domande non mi soffermo più di tanto, le risposte che non sono riuscito a dare le potete trovare nelle FAQ del Cicap.

Molto divertente il momento nel quale Pattera presenta analisi di acqua piovana (minuto 9.05) scambiando i microgrammi con i milligrammi. Da notare che pochi minuti prima avevo sottolineato la continua presenza di questi errori nelle varie analisi. Sarebbe sufficiente leggere le etichette dell'acqua minerale in bottiglia per rendersi conto che quell'acquaè praticamente distillata.

Al minuto 7.50 invece si dice che dei filamenti cadono direttamente dall'aereo e viene mostrato un filamento volante con una scia sullo sfondo. Carina l'idea che in 5 secondi un filamento svolazzante arrivi quasi a livello del terreno ad una velocità di qualche migliaia di km/h.
Anche in questo caso sarebbe bastato ragionare per capire che quel filmato non provava assolutamente nulla.

A proposito dei filamenti vi faccio presente che, anche se non è stato registrato dalla telecamera, Pattera ha ammesso l'esistenza dei ragni migratori anche se ha precisato che di certo non fanno quei filamenti.

Un'altra nota di colore: grazie al video di Masdeca (minuto 11.55) potete sentire la cordialità di alcune persone presenti del pubblico. Uno spettatore decide di farmi una domanda: "Mi deve dire da chi è pagato, da chi è pagato? Gli illuminati?".

Credo sia importante sottolineare come al termine del confronto sia stato avvicinato da dubbiosi e credenti. I dubbiosi si sono complimentati e mi hanno detto che andranno a casa tranquilli, sicuri che nulla di pericoloso avviene nei nostri cieli, mentre i credenti sono stati piuttosto critici.
Certo c'era da aspettarselo, ma quello che non mi sarei mai aspettato è l'oggetto della critica: aver riportato affermazioni del Comitato Tanker Enemy. Quelli non rappresentano più il movimento delle scie chimiche, mi hanno detto. Riportare il loro materiale è stato preso come un insulto, come rovinare la buona reputazione e le corrette informazioni dei "complottisti seri".
Peccato che nessuno di loro sia andato a muovere la stessa critica a Pattera che ha usato quasi esclusivamente materiale Tanker Enemy.

Concludendo mi sembra sia stata una buona serata, peccato per i toni non sempre cordiali nel pubblico.

Per chi volesse seguire la conferenza in streaming, la può trovare sul canale di Vibravito e su quello di Masdeca.
Ringrazio comunque Giorgio Pattera per la disponibilità e la cortesia mostrata durante il dibattito, almeno tra i relatori il tono si è tenuto basso e rispettoso. Questo è ciò che dovrebbe avvenire quando si dialoga pur partendo da idee opposte.

giovedì 16 settembre 2010

La musica delle molecole

Questo post ha poco a che vedere con lo scetticismo, ma penso possa dare un'idea di come anche gli scienziati amino giocare, anche se si tratta di hobby un po' "particolari".

Sto parlando del progetto chiamato "MUSICIANS" ovvero "Multifrequent Utility for Sound Inspired Crazy and Insane Abuse of Spectrometers".
Questo progetto nasce dalla mente di alcuni esperti di risonanza magnetica nucleare (NMR) e appassionati di musica.

La risonanza magnetica nucleare richiede una strumentanzione molto complessa e anche la teoria su cui si basa è tutt'altro che semplice, quindi non vi tedierò con lunghe spiegazioni. In poche parole uno spettrometro NMR riesce ad indagare nel dettaglio lo "stato" di ogni atomo presente nel campione da analizzare. Riesce per esempio a determinare il tipo di atomo e quali atomi ha intorno. Queste informazioni le possiamo avere "ascoltando" ciò che l'atomo in oggetto ci dice. Nella prassi normale il segnale in uscita viene elaborato con alcuni algoritmi e poi letto da un operatore. Se, però, osserviamo il tracciato grezzo uscente da uno spettrometro NMR ci rendiamo subito conto della sua somiglianza con una normale traccia audio, quindi perchè non ascoltare (questa volta senza virgolette)?

I nostri scienziati-musicisti hanno quindi pensato di sfruttare uno strumento dal costo di qualche centinaia di migliaia di euro per ascoltare "la musica degli atomi".
Sembra tutto molto complesso, ma in realtà la preparazione della strumentazione non richiede più di qualche ora e questo è il risultato (alzate le casse):

Suono dell'acetaldeide

Suono dell'esametilbenzene


questa è la "voce" degli atomi trasformata per essere ascoltata dal nostro udito. Ma non finisce qui, utilizzando alcuni stratagemmi è possibile far "cantare" i nostri atomi, mettendoli nelle condizioni di emettere le note che noi vogliamo:

Happy Birthday

Dr. Zivago

Questo strumento è stato definito come "il sintentizzatore più costoso al mondo" (Andy Streitwieser) ed è difficile non essere d'accordo. L'uso di uno spettrometro NMR per produrre suoni sicuramente non ha alcun senso scientifico ed è certaente una perdita di tempo, ma sicuramente una perdita di tempo piuttosto affascinante.

Per ulteriori informazioni consultate il sito di riferimento da cui ho tratto le musiche:

http://www.chemie.uni-erlangen.de/oc/research/NMR/music.html

martedì 14 settembre 2010

Confronto sulle scie chimiche

Ricordate l'On. Brandolini? Il parlamentare che ha sottoscritto 3 interrogazioni parlamentari sulla questione scie chimiche? Qualche mese fa l'onorevole mi ha contattato proponendomi un confronto sulle scie chimiche. L'organizzazione ha richiesto più tempo del previsto a causa dei numerosi ospiti, ma finalmente siamo giunti ad una data definitiva.
Il confronto sarà tra me e Giorgio Pattera e si svolgerà l'1 Ottobre ore 21 a Villa Torlonia, Sala degli Archi, San Mauro Pascoli (FC).

Verranno presentate le migliori prove a favore della teoria del complotto quindi vale certamente la pena seguire l'evento.
Se qualcuno si chiede il perchè della scelta di Pattera per il confronto la risposta è semplice: ad oggi pare essere l'unica persona titolata e sufficientemente pacata per un dibattito. Negli ultimi anni il confronto sulle scie chimiche è degenerato in una specie di rissa dove sono frenquenti "urla" e minacce. In queste condizioni un confronto è impossibile se non tirandosene fuori e confrontandosi con chi è in grado di argomentare pacatamente la propria tesi.
Ulteriori dettagli verranno dati nei giorni successivi quando sarà divulgata la locandina dell'evento.

Ci vediamo il primo di Ottobre.

domenica 25 luglio 2010

Le scie di condensazione aerodinamiche

Data l'ennesima figuraccia fatta dai sostenitori delle scie chimiche colgo l'occasione per trattare la questione delle scie di condensazione aerodinamiche.
Si tratta di un tipo particolare di scie di condensazione, ben diverse dalle solite che siamo abituati a scorgere nei nostri cieli. La scia si forma lungo l'intero profilo alare, in particolare vicino alla fusoliera, e di frequente sviluppa iridescenze per diversi metri dopo il passaggio dell'aereo.



Il principio di formazione è molto semplice: l'aria umida che scorre sull'ala va incontro a repentine variazioni di pressione che portano alla rapida diminuzione della temperatura e quindi al congelamento dell'acqua in minuscoli cristalli di ghiaccio. Se l'umidità atmosferica è adeguata i cristalli possono crescere e persistere formando i cirri artificiali, tipici anche delle comuni scie di condensazione provocate dagli scarichi dei motori.
La caratteristica interessate di questo tipo di scie è che loro formazione avviene con temperature relativamente alte e per questo sono considerate "complementari" alle comuni scie di condensazione.Alle medie latitudini il fenomeno delle scie di condensazione aerodinamiche in alta quota è raro, mentre è piuttosto frequente a quote molto basse, per esempio su aerei in fase di atterraggio.
Gierens ha esaminato nel dettaglio la formazione di questo tipo di scie definendone le caratteristiche, il meccanismo e le condizioni di formazione concludendo che le scie aerodinamiche di alta quota sono visibili solo quando si hanno temperature relativamente alte (intorno ai -30°C) e quindi quando le comuni scie di condensazione non possono formarsi.



Le iridescenze formate sono causate dallo scattering della luce solare che raggiunge i cristalli di ghiaccio. Sempre secondo Gierens, in condizioni di soprasaturazione rispetto al ghiaccio, i cristalli possono, con il passare del tempo, aumentare di dimensioni causando le iridescenze tipiche di questa particolare scia di condensazione.



Riassumendo esistono vari tipi di scie di condensazione e tutto si può dire fuorchè le scie aerodinamiche siano "anomale". La figuraccia fatta dai sostenitori delle scie chimiche è solo indice della loro scarsa volontà nel verificare le informazioni e la loro tendenza a prendere per buono tutto ciò che porta acqua al loro mulino. Basti pensare che nei vari commenti su You Tube qualcuno è riuscito anche a sostenere che questo tipo di scie non è mai esistito e nessuno ne ha mai parlato. Purtroppo (per i complottisti) anche questo è falso, basti pensare che già nel 1942 in un comunicato del NACA (National Advisory Committee for Aeronautics) si parlava di scie di condensazione aerodinamiche persitenti in alta quota.
Credo sia importante sottolineare come in quel documento si parlasse diffusamente anche degli altri tipi di scie e si allegassero le mappe di maggior probabilità di formazione a varie altitudini e in varie stagioni. Ancora una volta i più accaniti sostenitori del complotto si sono accorti di un fenomeno ben noto alla scienza con 70 anni di ritardo, vediamo se almeno questa volta ammetteranno l'errore o come al solito chiuderanno occhi e orecchie pur di non ammettere l'evidenza dei fatti.

martedì 6 luglio 2010

Il DHMO inquina il Piave

Capita spesso di leggere, nei commenti di questo blog, battute sulla ormai nota burla del monossido di diidrogeno (DHMO).
Dovete sapere che in proposito c'è una "divertente" vicenda accaduta tra Aprile e Maggio in Veneto.
Il primo di Aprile viene divulgato un documento dell'ARPA Veneto (ARPAV) nel quale si dice che il Piave non è balneabile perchè inquinato da ossido di idrogeno.
Ovviamente si tratta della solita goliardata ma questo non impedisce a due siti: www.misonveneto.it e www.valdonet.org di riportare la notizia linkando al .pdf che, con tutta probabilità, deriva da una manipolazione di una relazione realmente presente sul sito dell'ARPAV.
La notizia che il Piave non è balneabile non poteva non destare preoccupazione nell'amministrazione locale, portando alla richiesta di chiarimenti direttamente all'ARPAV. Devono essere stati giorni divertenti per gli scienziati dell'ente, non è da tutti ricevere una richiesta di chiarimenti e rassicurazioni sulla presenza di acqua in un fiume.
Nel frattempo un giornale locale, Il Treviso, pubblica un articolo intitolato "Zaia: "Spiagge sul Piave", ma per l'ARPAV è inquinato" dove si legge:

"È rilevata una forte presenza dell'agente ossido di idrogeno (un inquinante tossico per la fauna ma anche per l'uomo, ndr.). Per tanto si richiede il monitoraggio in continuo della stazione - si legge nel documento - per verificare la persistenza di tale agente inquinante. Nel frattempo si consiglia di vietare preventivamente la balneazione sul fiume Piave"

Lo stesso giorno l'ARPAV pubblica un comunicato stampa chiarendo finalmente la situazione e svelando l'arcano:

"Si informa inoltre che nel documento falso e nell'articolo si cita "l'inquinante ossido di idrogeno" che invece è il nome del composto che tradizionalmente identifica l'acqua."

Finalmente il 25 Maggio anche La Tribuna di Treviso si accorge della burla e pubblica un doveroso chiarimento

Vicenda conclusa?! Non proprio. Tutt'oggi sul sito misonveneto.it è ritrovabile un divertente pdf a nome dell'Università di Padova dove si elencano i pericoli dell'ossido di idrogeno. Gustatevi il documento e non mancate di leggere la bibliografia.