sabato 13 novembre 2010

L’AUTUNNO DELL’ASTROLOGIA.

Dopo un mese di assenza riprendo a curare questo blog. Ci sono alcune novità e tempo permettendo cercherò di raccontarle nei prossimi interventi. Incomincio presentandovi, a due anni da “Oroscopi e Cannocchiali”, il nuovo libro di Andrea Albini che vuole essere la continuazione e la conclusione del primo:

"L’AUTUNNO DELL’ASTROLOGIA.
Il declino scien
tifico del discorso sulle stelle da Copernico ai giorni nostri"


L’astrologia è una pratica con sorprendenti capacità di trasformazione ed adattamento, e come argomento scientifico riuscì a sopravvivere per qualche tempo anche alla teoria eliocentrica di Copernico e alle scoperte al telescopio di Galileo. Il suo declino fu lento perché,anche se il modello teorico entrò in crisi, quello operativo non ne risentì: Keplero pensò che l’astrologia potesse essere riformata, e nella seconda metà del Seicento un certo numero di astrologi cercarono di adeguare la loro arte alla nuova scienza sperimentale.
Ancora nel Settecento – in pieno Illuminismo – l’astrologia ebbe una debole sopravvivenza residuale nel campo della medicina e della meteorologia.

In seguito, come scienza, l’astrologia fu completamente screditata e sopravvisse prevalentemente negli almanacchi popolari. Ma già a fine Ottocento fu recuperata dall’occultismo e, nel secolo successivo, prima dagli studi sulla simbologia e il mito nella storia dell’arte e poi dal
pensiero junghiano. Il tutto confluì nel pensiero del New Age, in cui l’astrologia ha un suo ruolo accanto ad altre discipline alternative e una valenza millenaristica. Come scienza legittima, però, non riuscì più a risollevarsi. Per secoli fu considerata irrilevante e lasciata da parte da astronomi e scienziati, oppure combattuta con armi retoriche.
Sorprendentemente, solo nell’ultimo secolo sono stati messi a punto una serie di studi che hanno dimostrato «scientificamente» che l’astrologia non è una scienza. Ma forse è stata fatica sprecata: le ragioni del successo di questa pratica non sono unicamente logico-razionali e non
si misurano in termini di efficacia.



In Appendice, le gustose beffe dell’astronomo secentesco Geminiano Montanari e di Isaac Bickerstaff (alias Jonathan Swift) autori di falsi almanacchi che individuano le aporie e le difficoltà di una disciplina in affanno.
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ANDREA ALBINI (Pavia, 1962) tecnico presso l’Università di Pavia, autore di una serie di lavori scientifici, si occupa anche di divulgazione scientifica e ha collaborato con quotidiani e riviste
nazionali su argomenti di storia della scienza e della tecnologia. È consulente tecnico-scientifico del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale). È autore di Oroscopi e Cannocchiali (Avverbi, 2008), Le Voci di Giovanna d’Arco (Avverbi, 2007) e, con Luigi Garlaschelli, di Rabdomanzia (Avverbi, 2005).

2 commenti:

paolo ha detto...

Dopo un mese di assenza...
PRIMO!

:)

Unknown ha detto...

Eeeh!
Che piacere rileggerti!
Non mi sono fatto più sentire, ho avuto un po' da fare.
Il libro sembra molto interessante.